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Sul Green Pass l’Italia si ispira al modello francese. Costa: “Obbligo per bar o ristorante eccessivo”

Un cartellino verde che sembra invece essere sempre più rosso, ed è così che in Italia cominciamo a familiarizzare con il Green Pass, questo passepartout in grado di dare l’okey alla agognata mobilità in sicurezza scongiurando la recrudescenza dell’emergenza pandemica, peccato che in poco più di due settimane dalla sua ribalta non solo mediatica, il “pass verde” ne abbia già passate di tutti i colori tra taroccamenti “made in dark web” e rigori da Euro2020 nello scontrarsi degli italiani con alcune sue lampanti criticità che, proprio così, stanno anche portando a galla non solo prismatici  dubbi ma anche un’insofferenza stratificata e maturata in questi lunghi mesi di inoculazioni, tamponi, ritamponi e contatti mascherati.

L’approccio amichevole e liberatorio nei confronti del Green Pass si sta infatti velando anche nei palazzi del potere e per le prossime settimane sono attesi chiarimenti sull’ipotesi di renderlo obbligatorio proprio come in Francia ma a puntualizzare sulla vicenda del “modello francese” è Andrea Costa, sottosegretario alla Salute che in un’intervista rilasciata a Radio Cusano ha dichiarato:

Andrea Costa, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute

 “Sento parlare di modello francese, ma semmai si tratta di ampliare quello italiano. Per Rsa, matrimoni, stadi, fiere e congressi è già previsto l’utilizzo del green pass in Italia, così come l’obbligo vaccinale per i sanitari. Non credo che siamo nelle condizioni di dover rincorrere qualcuno, dobbiamo fare una valutazione. Prevedo che già nella prossima settimana la discussione possa arrivare a una sintesi e a una decisione”.

 

 

 

Una consapevolezza inquietante arriva, invece, dall’aumento dei positivi e da qui l’ipotesi di dover estendere l’utilizzo del Green Pass a tutti quei luoghi in cui vi sia rischio d’assembramento e come stadi, concerti, discoteche, treni, aerei e ristoranti al chiuso.

La discussione in corso, alla luce dei dati in costante monitoraggio, mostra, così, come la variante Delta stia giocando un ruolo molto importante sull’andamento della curva epidemiologica facendola risalire in maniera preoccupare soprattutto per quanto riguarda i giovani, infatti, un numero consistente di nuovi positivi lo si riscontra proprio tra questi.

 

 

Per il momento la situazione risulta in costante evoluzione su vari fronti e come dimostrato anche dalla questione “dati”, infatti, sempre stando alle parole di Costa, i numeri a cui ci si dovrebbe riferire in questo momento non dovrebbero più essere focalizzati esclusivamente sul parametro relativo ai contagi ma sulle ospedalizzazioni e l’occupazione delle terapie intensive e così determinare le nuove fasce di rischio.

Nel frattempo il “certificato verde” continua a dividere la maggioranza e non solo le diverse Regioni alimentato da una speranza di fondo quella che confida in una variante italiana del Green Pass in “salsa” meno restrittiva di quella del tricolore blu, bianco e rosso.

 

 

 

 

di Eleonora Passarella

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