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Utopia Europa a teatro con università e licei Stellini e Uccellis

Serata dedicata all’“Utopia Europa” lunedì 10 aprile, alle 20.30 al Teatro Palamostre a Udine(piazzale Diacono 15) nell’ambito delprogetto “Classici Contro 2017”. L’evento è realizzato, in collaborazione, dalleuniversità di Udine e Ca’ Foscari Venezia, dai licei Stellini e Uccellis, ed è coordinato da Elena Fabbro e Marco Fucecchidell’Ateneo friulano. Al centro dell’evento il tema, e la proposta, della costruzione della cittadinanza europea con la scuola, la cultura, la musica, il teatro, recuperando la lezione dei classici, i greci innanzitutto, con il laboratorio della democrazia dell’Atene del V secolo a.C. Per maggiori informazioni e prenotazioniwww.uccellis.ud.it.

 

«In discussione – spiega Fabbro –, saranno i problemi più attuali dell’Europa d’oggi, ragionando sulle prospettive future, sull’utopia di un’Europa unita ancora da costruire. Proveremo a pensare il futuro a cominciare dalla scuola, dai giovani, e naturalmente dai classici antichi, tra la filosofia, la poesia e il teatro, simbolo delle origini della nostra cultura, ma anche delle difficoltà dell’Europa attuale».

L’appuntamento sarà introdotto da Mara BonaMirco Marian e Monica Delfabro(Liceo Uccellis e Liceo Stellini).

Inizierà la discussione Gianpiero Rosati(Scuola Normale Superiore di Pisa) che spiegherà come nasce la prima idea d’Europa. Per gli antichi si definiva per opposizione all’Asia: più che in termini geografici, la separazione era marcata in termini culturali e a fissarla contribuirono in maniera decisiva, all’inizio del V sec. a.C., le guerre persiane.

«È attraverso l’opposizione ai tratti negativi – spiega Rosati – che i Greci considerano distintivi del mondo asiatico-persiano, come l’acquiescente schiavitù sotto un tiranno, la raffinatezza, l’indolenza, per citarne alcuni, più che a una specifica identità propria, che essi definiscono il senso di sé e della propria civiltà. Una dinamica analoga agisce anche nella cultura romana, quando lo spostamento a occidente del punto di vista rende i Greci pericolosamente simili agli orientali».

Sul significato attuale di cittadinanza europea interverrà il filosofo Giuseppe Goisis (Università Ca’ Foscari Venezia). Il punto di partenza sono le pagine dedicate all’Europa da Edmund Husserl, il padre della fenomenologia. L’Europa è presentata da Husserl come la patria dell’Idea, capace d’integrare etnie e linguaggi diversi, attraverso un moto incessante di convergenza.

«Nonostante secoli di guerre per la supremazia – spiega Goisis –, l’Europa sembra possedere antidoti efficaci nei confronti delle sue stesse tendenze autodistruttive, come l’attitudine all’autocritica. Una revisione profonda delle motivazioni e dei meccanismi che hanno presieduto al formarsi dell’Unione Europea, un sistema educativo rinnovato e infine un maggior impegno politico dei cittadini: queste sono tre vie possibili per uscire positivamente dalla crisi presente, attraverso una riforma degli odierni assetti dell’Europa».

Accanto alle voci della filosofia e della ricerca scientifica interverrà il direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier, per tentare di spiegare che cosa sta accadendo nella sensibilità collettiva di oggi, che cosa si annunzia, quali sono i timori, quali sono le speranze.

Con i giovani si proverà poi a intuire il futuro guardando ai segni e alle parole del passato. Sulla scena del Palamostreagiranno da protagonisti gli studenti dei licei Stellini e Uccellis, con le azioni dei laboratori di studio, teatrali e musicali dedicati all’Europa.

I giovani dell’Uccellis animeranno la serata con due intermezzi recitati, musicati e una coreografia conclusiva. I testi, brevi monologhi e dialoghi, costituiscono una originale riflessione sulle complesse dinamiche di continuità e discontinuità tra antichità classica e presente. Le azioni sono state coordinate da Sonia Cossettini e Annamaria Domini per la componente interpretativa-musicale, da Tatiana Basili e Luigi Bonincontro per danza e coreografia.

Lo Stellini presenterà un’azione dalle Supplici di Eschilo. È la storia delle Danaidi, le 50 giovani donne, fuggite dall’Egitto per sottrarsi a nozze non volute e giunte ad Argo come supplici per essere accolte. La condizione di chi non ha niente e ha bisogno di tutto, di chi chiede aiuto, protezione e conforto, ma anche di chi è giunto da lontano. Questo e altro indicava la parola supplici nell’antichità, ma che trova riscontro anche nei tanti supplici del nostro tempo.

Articolo di Roberto Mattiussi

Passione per il giornalismo, Webmaster, esperto Seo & On Line Marketing. Precedentemente anche Dj, Tecnico-Informatico , Regista in diverse Radio. Laurea nel 2004. Tutte le sere conduce il Telegiornale del FVG su Cafè24. Orari Tg: 19:20, 21:00, 00:05, 07:20. Tutte le mattine in onda su Radio Fantasy con la rassegna stampa alle 06:00, 06:30, 07:00, 07:30, 08:30.

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