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VENETO ORIENTALE – L’ULSS10 RECLUTA LE PALESTRE

Contro la sedentarietà che nuoce gravemente alla salute, coinvolgendo in  particolare persone in età avanzata e soggetti affetti da patologie che limitano l’attività motoria, come diabetici o cardiopatici, l’Ulss10 lancia un progetto di attività fisica adattata con la collaborazione delle palestre e delle associazioni di volontariato che abbiano i requisiti per aderire.

“E’ un progetto sperimentale di prescrizione dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione e di terapia – spiega il direttore generale Carlo Bramezza – per il quale sarà fondamentale la collaborazione delle tante qualificate palestre del territorio, e delle associazioni”.

“Il Piano Socio Sanitario Regionale raccomanda l’attività motoria e coinvolge i medici di famiglia, medici di medicina dello sport e cardiologi nell’incentivare e nel prescrivere l’attività fisica come terapia – continua il direttore generale dell’Ulss10 – . Chi aderirà al progetto diventerà a tutti gli effetti nostro partner, sottoscriverà un codice etico che contiene i principi generali dell’iniziativa e i propri impegni, come ad esempio la supervisione dell’attività fisica adattata con personale certificato, il quale dovrà anche frequentare un corso formativo presso le strutture sanitarie. Stiamo inoltre pensando, in una fase successiva, di  fornire un marchio che certifica gli aderenti al progetto”.

L’Azienda Ulss10 invita i gestori delle palestre e le associazioni di volontariato interessate al progetto, a un incontro che si terrà lunedì 16 marzo (dalle 11.00 alle 12.30) presso l’aula Girardi all’ospedale di San Donà di Piave. In questa occasione verranno illustrati tutti i dettagli del progetto di l’attività fisica adattata. Per maggiori informazioni è possibile contattare anche lo 0421-228227  o scrivere aeducazione.salute@ulss10.veneto.it

 

Il parere dell’esperto

In ambito scientifico è ampiamente dimostrato che la sedentarietà espone a un maggior rischio di sviluppare ipertensione arteriosa, diabete mellito e altre varie patologie. Inoltre i soggetti sedentari vanno più facilmente incontro ad ansia e depressione, patologie note per essere confattori nella genesi delle malattie cardiovascolari. “La ridotta efficienza fisica conseguente alla sedentarietà – spiega il dottor Loredano Milani, primario di medicina all’ospedale di Jesolo – rappresenta uno dei fattori predittivi di mortalità nella popolazione apparentemente sana. La ridotta tolleranza allo sforzo si associa ad un aumento significativo della mortalità per eventi cardiovascolari. I soggetti anziani sono i più colpiti dalle malattie cardiovascolari, infatti l’efficienza fisica si riduce del 7-10% ogni decade d’età, ma vanno tenuti presenti gli effetti benefici di un allenamento regolare: sei mesi di training sono in grado di far recuperare la riduzione dell’efficienza legata all’invecchiamento”.

Articolo di Redazione Venezia

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