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VENETO ORIENTALE – RIDOTTI DI 4,5 MILIONI DI EURO I COSTI SULLA MOBILITA’ DEI PAZIENTI

Le azioni messe in campo dall’Ulss 10 per contrastare il fenomeno della mobilità degli utenti, sia in Aziende sanitarie del Veneto che di altre regioni, iniziano a produrre consistenti benefici.

Nel 2013 il saldo economico è stato ridotto dell’8%, ossia di circa 4,5 milioni di euro rispetto allo stesso dato del 2012, calcolato mediante la differenza fra quanto pagato per i residenti del Veneto orientale che si sono rivolti ad Aziende Sanitarie diverse dall’Ulss10 e quanto incassato da questa Azienda per prestazioni erogate a cittadini di altri ambiti territoriali.

Ne consegue che il risultato è stato raggiunto attraverso la diminuzione della fuga (per circa 770 mila euro) ed il contemporaneo aumento dell’attrazione (circa 3,7 milioni di euro) con il contributo delle strutture accreditate le cui attività vengono erogate a integrazione e completamento dell’offerta sanitaria destinata ai residenti del Veneto orientale.

“Trattandosi di un fenomeno consolidato nel tempo e in buona parte difficile da affrontare per le caratteristiche del nostro territorio – spiega il direttore generale Carlo Bramezza – dove abbiamo Comuni vicini a ospedali di altre Aziende sanitarie, in particolare del Friuli, e per la vicinanza con strutture di cura esterne di forte attrazione, questo risultato è una grande soddisfazione e ci conforta nello sforzo che stiamo facendo per ridurre la mobilità passiva”.

“Siamo  tuttavia solo all’inizio di un percorso virtuoso – conclude Bramezza – a cui seguiranno altre azioni. Attiveremo a breve, infatti,  dei tavoli di approfondimento con i medici di medicina generale per meglio capire le dinamiche sottostanti i ricoveri dei pazienti, allo scopo di soddisfare meglio la domanda sanitaria dei nostri cittadini e ottimizzare l’organizzazione aziendale. Verranno attivati inoltre due ospedali di comunità, a Portogruaro e a San Michele al Tagliamento, dove gli utenti avranno a disposizione nuove strutture intermedie di ricovero che serviranno a diminuire ulteriormente le fughe verso il Friuli”.

Articolo di Redazione Venezia

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