Venezia: acqua alta eccezionale raggiunti i 134 centimetri

Ieri sera alle 23.40 il mareografo di Punta della Salute a Venezia, ha registrato un picco di acqua alta arrivato a 1 metro e 34 centimetri. Un evento descritto dai tecnici del Centro maree del Comune di Venezia come “eccezionale” per il periodo: solo una volta negli ultimi 150 anni, infatti, la marea aveva superato i 120 centimetri. Solo nel lontano 16 aprile la marea era arrivata a 147 centimetri.

Per la precisione i tecnici specificano che il livello dell’acqua ha raggiunto 134 centimetri a Punta della Salute, 121 centimetri a Burano, 123  centimetri a Chioggia e 129 in mare.

“La condizione meteo è risultata particolarmente difficile da interpretare – dichiara il Centro maree – alle ore 23.15 la spinta dello scirocco era cessata e stava soffiando vento da ovest. Per 75 minuti il livello in mare si è fermato tra i 115 e i 117 centimetri, in concomitanza con il massimo astronomico. A questo punto il livello ha ricominciato a crescere e quella che al largo aveva le caratteristiche di un’onda anomala che si è invece propagata velocemente all’interno del bacino lagunare, facendo registrare un valore massimo più alto di cinque centimetri rispetto a quello rilevato in mare”.

La straordinarietà e velocità del fenomeno, sottolinea il comandante della Polizia locale Marco Agostini, non ha permesso di attivare il sistema di avviso ai cittadini, basato sugli sms. I messaggi sarebbero giunti solo ad evento concluso.

“Con l’obiettivo di migliorare il sistema di allerta – continua il comandante – da alcuni mesi stiamo lavorando per rendere le informative del Centro più rapide ed efficaci, affrontando anche il delicato tema della comunicazione dell’incertezza, per offrire un servizio capace di rendere conto della complessità dei fenomeni e per reagire con maggiore prontezza quando tale complessità diviene, come accaduto ieri, difficile da gestire con i normali sistemi di comunicazione ed avviso. Nell’ultimo anno – conclude – la Giunta comunale ha approvato diversi accordi di collaborazione tecnico scientifica con enti di ricerca. Collaborazioni che consentiranno di far evolvere la modellistica previsionale”.

Alessandra Natali

Redazione di Venezia