Venezia: acqua alta. Mose fermo e sms non inviati

Quanto successo ieri sera, l’eccezionale picco di acqua alta di ben 134 centimetri registrato alle 23.40, non poteva che sollevare polemiche e appelli. Polemiche per quanto riguarda il mancato invio degli sms ai cittadini, con cui si avvisava del picco e poi appelli per il Mose. Ad essere preoccupato è l’onorevole Nicola Pellicani (Pd) che si è rivolto al Ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ribadendo l’importanza del tema della salvaguardia di Venezia.

“Ennesimo grido d’allarme della Basilica di San Marco che necessita di 3 milioni di euro per il restauro dei marmi»: interventi resi più urgenti da un’altra marea eccezionale, quella dell’ottobre scorso. La soluzione a problemi futuri dovrebbe essere il Mose, ma su questo punto non sembrano esserci novità confortanti. “La settimana scorsa è venuta in missione a Venezia la Commissione ambiente della Camera – scrive Pellicani -. La realizzazione dell’opera è giunta al 95 per cento, ma i lavori sono praticamente fermi da mesi, nonostante vi siano 920 milioni a disposizione per concluderli”. Da notare che tutti gli enti coinvolti (Regione, Comuni di Venezia e Chioggia, Confindustria, Porto, sindacati, Procuratoria di San Marco) hanno convenuto sul fatto che, a questo punto, il cantiere va chiuso e l’opera messa in funzione.

Quindi, chiede Pellicani, “cosa sta facendo il Governo per sbloccare la situazione? Può dirci perché i lavori non procedono?”.

Sembra che dal Governo si stia pensando alla costituzione di una nuova società per gestire il Mose.

Caro ministro, può informare anche i veneziani?” chiede a gran voce Pellicani.

 

Alessandra Natali

Redazione di Venezia