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VENEZIA – APT, ZACCARIOTTO: «METTIAMO A DISPOSIZIONE IL NOSTRO PATRIMONIO, PERSONALE ESPERTO E UN MODELLO ORGANIZZATIVO CHE FUNZIONA»

Oggi in Provincia di Venezia, al Centro Servizi di Mestre, si è svolto un incontro fra la presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto e i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Venezia e delle località turistiche del litorale veneziano.

 

Erano presenti, per il Comune di Venezia il sub commissario SergioPomponio e la dirigente del settore Turismo Cristana Csermely, per Chioggia il vice sindaco Maurizio Salvagno, per Caorle il segretario comunale Lino Nobile e il responsabile del settore Mattia Munerotto, per  Jesolo il dirigente al Turismo Massimo Ambrosin, per Bibione/San Michele al Tagliamento il dirigente di settore LuigiLeonardi. Per la Provincia erano inoltre presenti l’assessore al Turismo Giorgia Andreuzza, il presidente di Apt Enrico Miotto e il direttore di Apt Tullio Galfrè.

 

L’obiettivo dell’incontro era illustrare – in modo molto concreto e operativo, con numerosi dati tecnici – ai partecipanti alcune ipotesi e proposte progettuali per la costituzione delle o.g.d, le organizzazioni di gestione delle destinazioni turistiche sul territorio provinciale veneziano, e futura città metropolitana, come previsto dalla nuova normativa regionale sul turismo (L.R 11/2013), in coerenza con gli indirizzi della Provincia, e accogliere le ipotesi e le domande dei comuni. La presentazione ha evidenziato i numerosi aspetti ancora incerti della legge, la cui attuazione prevede che dal 3 gennaio 2015 vengano meno le funzioni turistiche di informazione e accoglienza trasferite dalla Regione alla Provincia.

 

Tra gli aspetti più rilevanti segnalati e condivisi nel corso della riunione: le future modalità di organizzazione del servizio di accoglienza e informazione turistica, il problema della ricollocazione e occupazione del personale di Apt, il problema del reperimento dei finanziamenti da parte dei Comuni per gestire i servizi e garantire le risorse umane necessarie. Per ovviare il problema dei costi di gestione, la Provincia mette a disposizione dei Comuni interessati anche le proprie sedi, il proprio patrimonio immobiliare, che ospita gli iat provinciali di Jesolo e di Chioggia.

 

Presidente Zaccariotto : «In questi anni abbiamo compiuto grandi sforzi per garantire e migliorare il servizio erogato ai comuni e ai turisti, facendo fronte anche allo stop dei trasferimenti regionali, che ha voluto dire per noi reperire altri 2 milioni di euro oltre al milione che ogni anno abbiamo trasferito alla nostra partecipata Apt. E va ricordato che la legge del 2013 non ci ha trovato impreparati, tutt’altro, perché in cinque anni abbiamo razionalizzato i costi degli uffici, parallelamente abbiamo ridotto il numero dei siti per tagliare i costi di gestione e non solo non abbiamo aumentato la struttura, ma siamo passati da 115 dipendenti a 69. Oggi certamente il problema principale per noi, oltre a quello di organizzazione del servizio, è il futuro di queste 69 persone; se sappiamo che tre andranno in quiescenza, e 16 sono risorse trasferite ed entrati per concorso pubblico, altre cinquanta persone vedono a rischio il loro immediato futuro occupazionale. Si tratta di personale esperto, specializzata, un patrimonio di conoscenze in una provincia che è la prima in Italia e nel Veneto per arrivi e presenze turistiche. E il rischio è che si vada verso la messa in liquidazione della società. Altro aspetto da non trascurare è che noi in questi anni abbiamo garantito un’informazione plurale, unitaria, non solo di Venezia città d’arte – che resta un traino formidabile a livello mondiale e le va assolutamente riconosciuto questo primato, non solo delle spiagge veneziane, ma anche dell’entroterra, valorizzando tutti gli aspetti che compongono la nostra ricca offerta turistica.  Questa è stata la logica che ci ha guidato. Abbiamo ragionato già in termini di città metropolitana, e come istituzione pubblica non abbiamo privilegiato realtà a discapito di altre».

 

Presidente Miotto: «La tendenza, direi il rischio, che abbiamo colto nei diversi incontri con i vari sindaci, stante anche la scarsità di risorse disponibili è che i comuni si organizzino singolarmente, e sarebbe una perdita per tutti, anche di quella logica di rete e di accordi che abbiamo promosso in questi anni. Invece la logica delle ogd è proprio l’occasione per mettere insieme efficacemente pubblico e privato, che possono fare bene insieme, e noi l’abbiamo visto cin le esperienze della casa del turismo a Jesolo dove si sono raccolti tutti i soggetti le categorie gli albergatori la Provincia il Comune interessati a promuovere insieme il turismo della località. E vanno anche ricordati i numerosi accordi che abbiamo siglato in diverse località turistiche, che hanno precorso la realtà della partnership pubblico-privato».

 

Assessore Andreuzza: «Oggi, in assenza dei trasferimenti regionali, i comuni dovranno sempre più far ricorso a questi  accordi pubblico-privato per reperire le risorse necessarie a garantire comunque la funzione di informazione e accoglienza, e tramite l’applicazione della tassa di soggiorno. Ma il rischio della legge è anche quello che si torni a ragionare in termini di singoli comuni, di singoli campanili, perdendo il valore della logica di rete, grazie alla quale si promuove un territorio facendo sinergia e favorendo la collettività».

 

Il direttore Galfrè ha illustrato la proposta delle quattro aggregazioni di destinazioni turistiche suddivise per temi: entroterra veneziano, spiagge veneziane, Venezia e la sua laguna e Venezia metropolitana, rispondendo anche alle domande circa la possibilità di riconoscere in Apt una società consortile in grado di svolgere il ruolo di soggetto attuatore previsto dalle ogd, su mandato dei comuni, per l’organizzazione dei servizi. La legge prevede inoltre che l’ogd possa svolgere, oltre alle funzioni di accoglienza e informazione, anche l’attività di commercializzazione e promozione.

Articolo di Redazione Venezia

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