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VENEZIA – Ancora borseggiatrici con il “pancione” bloccate dopo un furto

Continuano le incursioni delle borseggiatrici in stato di gravidanzae nella stazione di

Venezia S.L. e lungo il tratto di riva che va dal ponte della Costituzione al Ponte degli

Scalzi, ma il dispositivo di sicurezza messo in atto dal Compartimento Polizia Ferroviaria

per il Veneto per contrastare questa vera e propria piaga di fine stagione, sta dando

buoni frutti.

Nella tarda mattinata di ieri, gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria hanno

intercettato un gruppo di 5 donne tutte di origine croata, tre delle quali in evidente stato

di gravidanza.

Le predette giunte da Piazzale Roma in gruppo, una volta giunte sul piazzale esterno

della stazione si sono separate. Quattro di loro divise a coppie hanno fatto un paio di

incursioni andate a vuoto tra i turisti in attesa di salire sui battelli diretti in centro storico,

mentre la quinta munita di telefono cellulare tenuto sempre in mano assolveva le funzioni

di palo o vedetta con il chiaro compito di avvisare le complici in caso si avvicinasse alla

zona qualche poliziotto in uniforme.

Alla vista di una pattuglia infatti la donna avvisava immediatamente le altre quattro che

con un cenno d’intesa si allontanavano separatamente dalla loro “area di caccia”. A

pericolo cessato rientravano in azione e immediatamente si ponevano alle spalle di

un gruppo di turisti asiatici che si muovevano in modo impacciato portando al seguito

bagagli voluminosi.

La vittima designata è divenuta una donna del predetto gruppo che aveva le

mani impegnate a tirare due trolley e portava a tracolla una borsetta lasciata

malauguratamente aperta.

La borseggiatrice identificata poi per D.N. nata nel 1982 a Zagabria e dimorante in

campo nomadi di Milano, si poneva a strettissimo contatto con la vittima, si copriva le

mani con uno scialle e senza farsi vedere le sfilava il portafogli dalla borsa passandolo

subito a C.M. nata nel 1981 a Sarajevo, anch’essa dimorante in un campo nomadi di

Milano.

Immediatamente dopo le due si separavano da tutte le altre e dopo essersi appartate

si cambiavano rapidamente la maglietta che indossavano, si raccoglievano i capelli

e indossavano ampi occhiali scuri con il verosimile intento di rendere eventualmente

improbabile un loro riconoscimento qualora la vittima del furto avesse avuto la

percezione di esser stata derubata da una di loro.

Colei che deteneva il portafogli rubato, lo svuotava del suo contenuto e lo gettava in una

aiuola. Le due si spartivano poi la refurtiva costituita da carte di credito, 120 euro e 500

franchi svizzeri.

Gli agenti sono quindi intervenuti bloccando le malfattrici e restituendo l’intera refurtiva

alla vittima.

Le due nomadi, che per il loro atteggiamento e modo di vestire possono confondersi tra i

turisti senza destare sospetto all’occhio dei meno attenti, sono risultate pluripregiudicate

per reati contro il patrimonio.

Entrambe in stato di gravidanza sono state indagate in stato di libertà .

Articolo di Redazione Venezia

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