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VENEZIA – Diritto alimentare: da Venezia un grido d’allarme

– Da Venezia giunge un grido di allarme: in Italia non si

insegna il diritto alimentare nonostante i tempi e gli eventi lo richiedano, tra problemi di

sofisticazione, frodi alimentari e pericoli diretti per la salute dei consumatori. Questo il

grido d’allarme sul quale si sviluppa “Diritto alimentare – Una mappa delle funzioni”, libro

scritto da Stefano Masini, ricercatore di diritto agrario presso la Facoltà di

Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e professore di diritto

alimentare presso la Facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali della stessa

università. Sono sempre più, infatti, i casi di contraffazione, di infiltrazioni della criminalità

organizzata nel sistema agroalimentare, non esiste una legge di etichettatura per tutti i

prodotti, la comunicazione mediatica dei grandi interessi non tutela i consumatori, la

globalizzazione dei mercati e un sistema di libera circolazione senza regole disorienta i

cittadini. Sono aspetti che interessano studenti, autorità, forze dell’ordine, semplici

cittadini, politici e associazioni di rappresentanza. L’opera del docente romano è stata

presentata oggi a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, dove è in

corso la Settimana della Sicurezza alimentare, iniziativa fortemente voluta dallo stesso

Consiglio e nell’ambito della quale si è tenuto il 53° Forum consultivo dell’EFSA, Agenzia

Europea per la Sicurezza Alimentare. Alla presentazione, oltre all’autore, sono intervenuti

Clodovaldo Ruffato, Presidente Consiglio regionale del Veneto, Pietro Masi, Ordinario

di Diritto Commerciale presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Cesare

Patrone, Capo del Corpo Forestale dello Stato, il Col. Antonio Diomeda, Vice

Comandante Nazionale NAS e Silvio Borrello, Direttore Generale del Ministero della

Salute. “Nella globalizzazione imperante – ha detto Ruffato – ogni tanto ci accorgiamo

che non possiamo aprire i confini e rendere intercomunicanti tutti i sistemi, dimenticando

di garantire quei livelli di sicurezza che la nostra società è riuscita faticosamente a

raggiungere come elemento della propria maturità”. A questo proposito il Presidente ha

sottolineato che diritto e giurisprudenza sono elementi fondamentali per la garanzia dei

sistemi di qualità, condividendo, quindi, la provocazione del professor Masini, quella della

necessità di una cattedra di diritto alimentare. “Il diritto – ha detto Ruffato – deve avere

una sua naturale radice accademica e anche il nostro Paese ha quindi la necessità di

attivare con convinzione una cattedra, affinchè siano sempre più numerosi e preparati gli

esperti in grado di districare la matassa complessa della giurisprudenza del sistema agro-
alimentare.

Presentando l’opera il professor Masini ha sottolineato che non è stato facile tracciare

una “mappa delle funzioni” e inserirle tutte in un saggio rivolto a studenti, insegnanti, forze

dell’ordine, autorità usando un linguaggio comune. “E’ stato un lavoro di ricostruzione e

aggiornamento delle regole – spiega Masini – in base agli elementi che hanno

profondamente influito sulla utilizzazione e circolazione di alimenti, specialmente da

quando l’internazionalizzazione del sistema ha posto la necessità di risolvere il conflitto

tra produzioni omologate e specificità territoriali”.

L’intensificarsi degli scambi tra realtà economiche, territoriali e sociali molto distinte tra

loro ha, tuttavia, imposto l’adozione di regole comuni non solo per assicurare le condizioni

di una concorrenza leale, ma, soprattutto, per tutelare il diritto della persona ad orientare

con libertà le proprie scelte di acquisto verso prodotti garantiti, in ogni caso, come sicuri

per la salute. Il libro vuole anche evidenziare le potenzialità di valutazione preventiva di

interessi e rischi, offrendo spunti per norme organizzative alle autorità di vigilanza e agli

operatori. Il diritto, infatti, propone soluzioni nuove anche in fatto di danni: la

responsabilità per prodotti difettosi non tiene conto, ad esempio, dei rapidi cambiamenti

della tecnica che impone di garantire una tutela anticipata della salute, senza poter più

affidare esclusivamente al risarcimento il compito di riparare il danno. “In un dedalo di

funzioni, quella della sicurezza, centrale e maggiormente studiata – spiega Masini ­ viene

ad inserirsi in una mappa articolata che comprende a sua volta altre funzioni: oltre a

quella repressiva, quella promozionale e, ancora, organizzativa e di scambio,

precauzionale, salutistica, informativa, cooperativa nonché di partecipazione”. L’analisi –

continua Masini ­ è rivolta anche a diversi profili: quello storico, inerente all’evoluzione

degli scambi nel mercato ed all’organizzazione del suo funzionamento; quello economico

che riguarda la reimpostazione della configurazione delle filiere e dei rapporti instaurati

nelle vicende della circolazione; quello tecnologico, che indaga le possibilità offerte dagli

avanzamenti nelle applicazioni a fronte delle incertezze del sapere scientifico e quello

sociologico che intravede una più adeguata maturazione di aspettative di benessere e

salute per un consumatore educato”. Il saggio offre contenuti di ricerca e analisi di

interpretazione e applicazione che vanno al di là della struttura, inducendo il lettore a

porsi precise domande: sapere cosa si mangia produce la necessità di regole che

informano il consumatore sull’acquisizione di pratiche corrette dopo aver osservato

specifiche modalità organizzative dell’intero percorso degli alimenti dal campo alla tavola.

“Ci si accorge – conclude Masini ­ di operare in un contesto radicalmente mutato, il cui

punto (attuale) di approdo è quello di rendere effettiva non semplicemente la libera

circolazione, quanto piuttosto la circolazione sicura degli alimenti”.

Articolo di Redazione Venezia

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