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VENEZIA – Pronto soccorso: Pipitone (IdV), tempi contingentati? La salute non si misura col cronometro

“Rivoluzione al pronto soccorso”: l’intenzione è ottima, ma

la terapia è insoddisfacente e può essere pericolosa. La salute non è matematica e non

può essere misurata a ore”. Così il capogruppo regionale di Italia dei Valori Antonino

Pipitone si rivolge al presidente della Regione Luca Zaia. “Zaia rivaluti con umiltà l’ultima

delibera – invita Pipitone ­ perché il suo obiettivo è anche il nostro: dare risposte sanitarie

in tempi brevi. Ma contingentare i tempi può essere pericoloso e controproducente:

decidere che un codice bianco va preso in carico entro un’ora e concluso entro 4 ore

porta a problemi e incongruenze».

Pipitone fa un esempio: “In un pronto soccorso piccolo, con due medici, se uno è fuori per

un’emergenza, basta l’arrivo di 2 pazienti in stato acuto perché sia impossibile prendere

in carico entro un’ora le persone con codice bianco in attesa. Prevedibile l’ingolfamento di

reparti e astanterie, mettendo in difficoltà il medico. Se c’è un dubbio, piuttosto che

aspettare un’ora in più per risolvere il caso, si sceglierà il ricovero o di tenere la persona

in osservazione: aumenterà la medicina difensiva e attendista, con un aumento dei

ricoveri”. “I tempi di risposta – spiega il politico IdV, medico di professione ­ dipendono

anche dalle strutture diagnostiche. Se l’esito di Tac, ecografia, radiografia non arriva

subito per il sovraccarico di lavoro in reparto, mandiamo la persona a casa perché stanno

scadendo le 4 ore?”. “Se si vuole un vero miglioramento – osserva Pipitone ­ le strade

vanno cercate assieme agli operatori sanitari, anche con confronti e audizioni in

Commissione Sanità. Sarebbe più opportuno, prima degli steward, aumentare l’organico

di medici e infermieri. Che si pensi al comfort va benissimo, ma ricordiamo che la gente

va al pronto soccorso perché sta male. Il nostro compito è quello di dare, in un ambiente

congruo e idoneo, una risposta sanitaria di eccellenza. Pensando alla salute della gente,

non al cronometro”.

Articolo di Redazione Venezia

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