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VENEZIA – Ruffato: “Frastornati per l’ inchiesta sul Mose, ma difendiamo credibilità delle istituzioni”

Amarezza, sconcerto, dolore e preoccupazione sono i sentimenti espressi dal presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato che, nel dare il via ai lavori del Consiglio regionale, ha anteposto una riflessione dell’assemblea veneta sull’inchiesta in corso sul Mose e le grandi opere venete. Una inchiesta che sinora ha sottoposto alle misure cautelari in carcere due componenti l’assemblea regionale, l’assessore Renato Chisso e il consigliere Giampietro Marchese, dirigenti e funzionari regionali, oltre che ad alte cariche di altre istituzioni e apparati statali. “Non possiamo ignorare quello che è accaduto e sta accadendo in questi giorni – ha dichiarato Ruffato, prima di dare la parola al presidente della Giunta Luca Zaia, come concordato in precedenza con i capigruppo ­ Assistiamo frastornati ad un’inchiesta della magistratura che sta svelando un inquietante e grave scenario di corruzione che coinvolge esponenti
delle istituzioni e della politica, alti dirigenti pubblici e influenti professionisti, e persino uomini che dovevano garantire la legalità e la sicurezza dello Stato. È certamente doloroso ritrovare in questa vicenda persone che hanno condiviso l’attività di quest’aula, o che hanno avuto importanti ruoli dirigenziali, ma sono certo che la serenità e il rigore che emerge dall’inchiesta permetterà a tutti di chiarire ruoli e responsabilità. Ruffato ha chiesto “chiarezza e verità” e ha invitato la politica a prendere “consapevolezza” delle proprie falle e dell’indignazione dei cittadini “per sprechi di denaro pubblico e di arricchimenti personali, che appaiono ancor più intollerabili nella drammaticità di una crisi che non ha fine”. “Ancora una volta ci dobbiamo affidare alla supplenza della magistratura, nella quale peraltro riponiamo la massima fiducia – ha aggiunto – ma sono certo che questo Consiglio sarà in grado di dare risposte adeguate per difendere la credibilità di questa istituzione”. “Dovremo certamente chiedere conto a quanti hanno procurato un così grave danno alla nostra Regione – ha concluso il presidente dell’assemblea di palazzo Ferro­Fini ­ ma dovremo usare analoga determinazione verso chi, in maniera strumentale e interessata, tenta di far passare l’immagine di un sistema veneto corrotto e inaffidabile.

Articolo di Redazione Venezia

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