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VERONA: ALTERNANZA SCUOLA LAVORO, IL PERCORSO FATTO, LE PROSPETTIVE, LE ESPERIENZE ECCELLENTI, AL CENTRO DELLA PRIMA GIORNATA DEL SALONE.

C’è chi ha imparato antichi saperi trasmessi dagli artigiani del luogo, chi si è cimentato con le energie rinnovabili o con la robotica, o ancora chi si è addirittura trasformato da studente a maestro, progettando percorsi d’inclusione per i bambini di origine straniera. Ecco le migliori “Storie di alternanza” selezionate da Unioncamere, che ha raccolto da tutta Italia videoracconti dei progetti di alternanza scuola lavoro, realizzati dagli stessi studenti. Circa 300 le esperienze di asl candidate al premio, che hanno visto protagonisti complessivamente quasi 4mila studenti di 254 scuole, grazie all’impegno sui territori di 76 camere di commercio. Job&Orienta è stato il teatro della premiazione dei vincitori, che ha visto sul podio tre progetti proposti da istituti tecnici e tre da licei.

Per gli istituti tecnici l’Isis “Carducci Volta Pacinotti” di Piombino (Livorno) al primo posto con il progetto “Erl, preparati all’emergenza”; l’Iis Morra di Matera al secondo posto con “L’arte della cartapesta per la cultura materana” e l’Istituto internazionale “Edoardo Agnelli” di Torino, terzo classificato con “Un futuro solare!”; per i licei il “Pizzi” di Capua, Caserta (indirizzo Scienze sociali), che conquista il primo posto con il progetto “Young teachers are growing up…!”, il  classico “Tito Livio” di Milano con “Teatro Colla Magia”, e infine, al terzo posto, il liceo internazionale “Bocchi-Galilei” di Adria con il progetto “La lanterna magica tra scienza, didattica, magia e svago”.

Cinque, infine, le menzioni speciali, che sono state conferite agli istituti: Iss “G.B.Rubini” di Romano di Lombardia (Bergamo), Istituto d’istruzione superiore “A.Bafile” (L’Aquila), liceo scientifico statale “G.Marconi” (Parma), Itt “Allievi-Sangallo” (Terni), istituto magistrale “Elena Principessa” di Napoli (Rieti). (in allegato una scheda di sintesi dei progetti vincitori).

«Le storie di alternanza» commenta Giuseppe Riello, vicepresidente di Unioncamere e presidente della Camera di commercio di Verona «testimoniano l’utilità dell’alternanza scuola lavoro come strumento di saldatura tra il mondo della scuola e quello dell’impresa. Ora che lo strumento esprime tutto il suo potenziale sarebbe controproducente ridimensionarlo».

Giunta a pieno regime un anno fa, l’alternanza scuola lavoro ha maturato in questi anni buoni numeri, anche se in misura difforme nei diversi territori, e si è rivelata in molti casi via maestra per l’orientamento, oltre che uno strumento utile per “socializzare” gli studenti al mondo del lavoro. La bozza di Legge di bilancio per il 2019 prevede ora – com’è noto – una rivisitazione dell’alternanza, relativamente al numero delle ore (90 per i licei, 150 per gli istituti tecnici e 180 professionali, da svolgere nel triennio), alla diminuzione degli anni di obbligatorietà e alla conseguente riduzione dei finanziamenti. Un cambiamento che, rispetto alle finalità di questa esperienza, punta a una sua focalizzazione sullo sviluppo delle competenze trasversali e sui percorsi di orientamento. Gli elementi di qualità, specie in una prospettiva di riduzione delle ore, saranno sempre più importanti e caratterizzanti.

«Nella legge di stabilità» spiega CARMELA PALUMBO, capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Miur «stiamo apportando alcune modifiche al quadro giuridico dell’alternanza: non si vuole né mortificare, né abolire, né diminuire l’impatto curricolare di questa bella innovazione, ma mettere al centro dell’attenzione delle scuole la qualità dei percorsi e la loro coerenza con l’indirizzo di studi scelto. Si intende piuttosto togliere alle scuole l’ansia del conseguimento del monte ore e farle concentrare sulla costruzione di percorsi coerenti e qualitativi».

Per promuovere l’alternanza e favorire il dialogo tra i due mondi, è nato due anni fa anche il Registro nazionale per l’alternanza scuola lavoro, piattaforma di networking istituita presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura in accordo con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per fare incontrare la domanda (le scuole) con l’offerta (le imprese).

Articolo di Redazione Padova

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