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“Il coraggio di cambiare”, il Veneto diventa set cinematografico per un film contro i pregiudizi

Diretto da Rocco Cosentino e prodotto da Aiutismo APS, il progetto coinvolge Cittadella e diversi comuni veneti. Nel cast Alessandro Bressanello e Francesca Amodio. La Provincia di Padova sostiene il valore culturale e sociale dell'iniziativa.

Il cinema diventa uno strumento per raccontare la libertà di essere sé stessi, superare gli stereotipi e promuovere una cultura dell’inclusione. È questo il messaggio al centro di “Il coraggio di cambiare”, il progetto cinematografico diretto da Rocco Cosentino e prodotto dall’associazione Aiutismo APS, che vede il territorio padovano protagonista di una produzione dedicata alle fragilità, alla condizione femminile e al rispetto delle diversità.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’associazione Officina delle Idee, nasce dalla volontà di sensibilizzare il pubblico sulle difficoltà affrontate da donne e persone con disabilità, spesso condizionate da pregiudizi, convenzioni sociali e stereotipi.

Le riprese, iniziate nell’aprile 2026, interessano principalmente il Veneto, con Cittadella, Galzignano Terme, Fontaniva, San Martino di Lupari e Castelfranco Veneto tra le location scelte per raccontare una storia profondamente legata all’identità del territorio. Il progetto prevede anche riprese in Friuli Venezia Giulia, tra Pordenone e provincia.

A rafforzare il legame con le radici locali è la scelta di utilizzare, in numerosi dialoghi, il dialetto veneto.

La storia di Clara: il coraggio di essere sé stessi

Al centro della narrazione c’è Clara, interpretata da Prisca Paluan, una donna di sessant’anni che lavora da oltre trent’anni all’Ufficio Anagrafe di un tranquillo paese della provincia di Padova.

Apprezzata per la propria professionalità, gentilezza e precisione, Clara si avvicina alla pensione attraversando una fase di incertezza e riflessione personale.

Dietro un’esistenza apparentemente ordinaria custodisce però una passione segreta: il burlesque, espressione del desiderio di sentirsi libera, viva e capace di affermare la propria identità al di là dell’età e delle aspettative sociali.

Quando questa passione viene scoperta, la sua reputazione viene messa in discussione e la donna si ritrova a confrontarsi con il giudizio degli altri.

Il sostegno di altre donne e di persone con disabilità, accomunate dalla ricerca di riconoscimento e rispetto, la accompagnerà in una scelta decisiva: rinunciare alla propria autenticità per conformarsi alle convenzioni oppure trovare il coraggio di cambiare.

Una storia che affronta temi come la maternità, l’autostima, le fragilità personali e il diritto di vivere liberamente la propria identità.

Un cast che unisce volti noti e talenti del territorio

La produzione coinvolge numerosi interpreti e professionisti, con una significativa presenza di artisti veneti e del Nordest.

Tra i protagonisti figurano Alessandro Bressanello, attore e regista veneziano, e Francesca Amodio, già presente nel film La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

Nel cast anche l’attore pordenonese Enzo Cadamuro, l’attrice e ballerina trentina Sabrina Campagna e le attrici Daniela Berto, Lucia Penzo, Prisca Paluan, Iden Perla Chrzanowski, Martina Bello, Sabrina Revolon e Maria Scarsella.

Partecipano inoltre, come figurazioni speciali, Barbara Casaro e Nicoletta Zonta.

Il progetto segna anche il debutto cinematografico di Martino Giaretta, Gionata Ronco di Aiutismo APS e del giovane Philip Banzato, tutti cittadellesi.

È prevista inoltre la partecipazione amichevole di Fabrizio Cerutti, storica voce del programma radiofonico Lo Zoo di 105, che contribuirà con interventi di voce fuori campo.

La direzione di produzione è affidata ad Alessandro Orsolan, mentre Michele Zanette cura la direzione della fotografia. Le musiche sono del compositore Corrado Martinello.

La Provincia di Padova: «Un messaggio di socialità, etica e speranza»

A sottolineare il valore dell’iniziativa è il presidente della Provincia di Padova, Daniele Canella, che evidenzia il significato culturale e sociale di una produzione capace di coinvolgere il territorio e le sue comunità.

«Una produzione del grande valore etico, sociale ma soprattutto culturale, quella promossa dall’associazione Aiutismo e che vede la grande partecipazione del nostro territorio, dei nostri Comuni, della nostra gente, della nostra terra», ha dichiarato Canella.

Il presidente ha inoltre sottolineato come l’opera intenda contrastare differenze, diffidenze e pregiudizi, valorizzando l’unicità di ogni persona.

«Ringraziamo come Provincia di Padova il cast, la produzione, ringraziamo il regista Rocco Cosentino, tutte le persone che si sono messe in gioco, che hanno scelto Padova e la sua provincia come sede principale di questa produzione e che grazie a questa produzione portano avanti un grande messaggio di socialità, di etica, ma soprattutto di speranza».

Identità veneta e inclusione: il sostegno delle istituzioni

Anche i consiglieri provinciali Luigi Sabatino e Moreno Giacomazzi, rispettivamente consigliere comunale di Cittadella e sindaco di Santa Giustina in Colle, hanno espresso apprezzamento per il progetto.

«Un orgoglio per il nostro territorio ospitare un progetto cinematografico che unisce cultura, identità veneta e inclusione. La bellezza dei nostri luoghi e quel sapore autentico dell’essere veneti attraverseranno il film a tutto tondo, accompagnando un messaggio di libertà e rispetto delle diversità», hanno dichiarato.

I due amministratori hanno richiamato anche la presentazione del progetto nell’ambito del Padiglione della Regione Veneto alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sottolineando l’importanza dei temi affrontati, dalle fragilità femminili alla maternità, dalla disabilità al superamento dei pregiudizi.

Il progetto ha ottenuto i patrocini delle amministrazioni comunali di Cittadella e Santa Giustina in Colle.

Per Vincenzo Gottardo, consigliere provinciale con delega alla Cultura, il film rappresenta anche un’occasione di riflessione sull’identità e sui valori della comunità.

«Quando guardo al progetto “Il Coraggio di Cambiare” di Rocco Cosentino e dell’associazione Aiutismo APS, io vedo l’anima vera della nostra provincia. Vedo la storia di Clara, una donna che ci insegna che la dignità, la libertà e il diritto di essere sé stessi non hanno età».

Gottardo ha poi evidenziato il ruolo delle famiglie e dei genitori che quotidianamente affrontano le difficoltà legate alla disabilità, definendo il progetto una battaglia culturale contro pregiudizi e tabù.

Sulla centralità del messaggio femminile si è soffermata Emanuela Gastaldello, consigliera provinciale con delega alle Pari Opportunità.

«Parlare di rispetto, diversità e coraggio attraverso il linguaggio cinematografico significa raggiungere un pubblico ampio con un messaggio diretto e comprensibile. Rompere gli schemi degli stereotipi femminili per scegliere semplicemente la libertà di essere sé stesse. Un sentito grazie ai promotori e a chi ha sostenuto l’iniziativa».

Aiutismo APS, il cinema come strumento di sensibilizzazione

A promuovere la produzione è Aiutismo APS, associazione costituita da genitori di ragazzi con autismo, con sede operativa a San Martino di Lupari e sede amministrativa a Cittadella.

L’associazione opera per favorire una maggiore sensibilizzazione sulle tematiche legate alla disabilità e all’inclusione, sviluppando iniziative capaci di coinvolgere la comunità.

Il progetto cinematografico si inserisce in questo percorso, utilizzando il linguaggio universale del cinema per affrontare questioni che riguardano non soltanto le persone con disabilità, ma l’intera società.

La produzione, ancora in lavorazione, sta raccogliendo anche l’interesse di imprese e professionisti del territorio, chiamati a contribuire attraverso donazioni liberali. Sono inoltre ancora aperti i casting per ulteriori figure artistiche.

Il regista Rocco Cosentino, autore di numerosi lavori cinematografici, teatrali e audiovisivi, ha ricevuto nel 2026 il Premio Spoleto Art Festival per il soggetto del film.

Il coraggio di cambiare parte dai gesti quotidiani

Anche l’immagine scelta per rappresentare il progetto racchiude il significato dell’opera: una mano femminile che mescola lo zucchero in una tazzina di caffè.

Un gesto semplice, quotidiano, che diventa metafora della possibilità di trasformare la propria vita, ricercare nuovi equilibri e affermare il diritto di scegliere.

È proprio da questa dimensione apparentemente ordinaria che prende forma il messaggio del film: il cambiamento non conosce età e la libertà di essere sé stessi non dovrebbe essere condizionata dal giudizio altrui.

Con “Il coraggio di cambiare”, il cinema diventa così un’occasione per raccontare il territorio veneto e, allo stesso tempo, promuovere una riflessione collettiva sul rispetto, sulla dignità e sulla valorizzazione delle differenze.

Un progetto che porta sullo schermo non soltanto una storia personale, ma anche un messaggio di inclusione, autenticità e speranza.

 

Articolo di: Eleonora Passarella

 

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