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Formaggi DOP, il Veneto accelera: produzione in crescita del 6,1% e prezzi in rialzo.

Nel 2025 quasi 3,9 milioni di forme prodotte, pari a 53 mila tonnellate. Grana Padano e Asiago trainano il comparto, mentre la Casatella Trevigiana registra una crescita vicina al 30%.

Il comparto dei formaggi DOP veneti chiude il 2025 con numeri in crescita, confermando il ruolo strategico delle produzioni casearie certificate nell’economia agroalimentare regionale. Aumentano i volumi produttivi, salgono le quotazioni di mercato e si rafforza il peso delle principali denominazioni del territorio.

Secondo il report “La produzione di formaggi a denominazione di origine in Veneto”, pubblicato dall’Osservatorio economico di Veneto Agricoltura, le sette DOP casearie presenti in regione hanno raggiunto complessivamente circa 3,9 milioni di forme, equivalenti a 53 mila tonnellate di formaggio.

Un risultato che segna un incremento del 7,4% nel numero di forme e del 6,1% in peso rispetto al 2024.

Grana Padano e Asiago trainano la produzione regionale

A guidare la crescita sono soprattutto Grana Padano e Asiago, due eccellenze che, insieme, assorbono circa l’85% del latte veneto destinato alla produzione di formaggi DOP.

Il Grana Padano mantiene il primato regionale in termini di peso del prodotto finito, con quasi 25 mila tonnellate e circa 638 mila forme prodotte, in aumento del 4,4% rispetto all’anno precedente.

L’Asiago si conferma invece la denominazione più rappresentativa per numero di forme, raggiungendo quota 1,5 milioni di unità, con una crescita dell’8,4%, pari a circa 19.300 tonnellate complessive.

Numeri che evidenziano la solidità di due produzioni storiche, capaci di mantenere un ruolo centrale nella filiera lattiero-casearia veneta.

Casatella Trevigiana da record: produzione in aumento di quasi il 30%

Tra le altre denominazioni spicca la performance della Casatella Trevigiana DOP, che registra la crescita produttiva più significativa dell’anno.

Con oltre 510 tonnellate di formaggio prodotte, la denominazione trevigiana mette a segno un incremento vicino al 30%, distinguendosi per il dinamismo produttivo.

Segnali positivi arrivano anche da Provolone Valpadana, Montasio e Piave, che registrano aumenti compresi tra lo 0,6% e l’1,2%.

Nel dettaglio, il Provolone Valpadana raggiunge circa 440 mila forme, pari a 3.190 tonnellate, seguito dal Montasio con 339 mila forme e 2.470 tonnellate e dal Piave con 316 mila forme e 1.930 tonnellate.

Unica eccezione è il Monte Veronese, che chiude l’annata con una flessione produttiva del 6%.

Prezzi in salita per tutte le denominazioni DOP

La crescita del comparto non riguarda soltanto i quantitativi prodotti. Il 2025 è stato caratterizzato anche da un aumento generalizzato delle quotazioni, con rialzi dei prezzi medi per tutte le denominazioni.

Il Grana Padano stagionato 10 mesi ha raggiunto una quotazione media di 10,70 euro al chilogrammo, in crescita del 9,9%, mentre quello stagionato 14-16 mesi si è attestato a 11,70 euro al chilogrammo, con un incremento del 10,5%.

Andamento positivo anche per l’Asiago, con il Pressato a 8 euro al chilogrammo (+9,1%) e l’Allevo a 9,30 euro (+7,7%).

Il Provolone Valpadana ha raggiunto gli 8,30 euro al chilogrammo (+8%), mentre il Montasio, a seconda della stagionatura, ha registrato quotazioni comprese tra 9,30 e 11,50 euro al chilogrammo, con incrementi tra il 3,6% e il 9,1%.

In crescita anche il Monte Veronese, che, nonostante la contrazione produttiva, ha visto salire le proprie quotazioni fino a 7,70 euro al chilogrammo (+5,8%).

Un settore che guarda al 2026

L’aumento dei volumi e il rialzo generalizzato dei prezzi delineano un quadro positivo per il comparto lattiero-caseario veneto, che nel 2025 ha rafforzato la propria posizione produttiva ed economica.

I dati elaborati da Veneto Agricoltura confermano la centralità delle produzioni DOP nella valorizzazione delle filiere agroalimentari regionali, con risultati particolarmente significativi per le denominazioni storiche e segnali di crescita anche per le produzioni di dimensioni più contenute.

Il 2026 rappresenta ora il banco di prova per verificare la continuità di questo andamento, in un settore nel quale qualità certificata, tradizione produttiva e capacità di rispondere al mercato costituiscono elementi fondamentali di competitività.

Fonte: Veneto Agricoltura – Osservatorio economico, report “La produzione di formaggi a denominazione di origine in Veneto”, dati 2025.

 

Articolo di: Eleonora Passarella

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