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Padova, la sanità si fa comunità: inaugurato il polo che unisce cinque servizi per la salute e l’assistenza

In via Toblino 49, Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS inaugura un polo che riunisce Punto Prelievi, Centrale Operativa della Guardia Medica, Medicina di Gruppo, Sportello “Nuovi Passi” e Residenza “Mons. Franceschi”. Un progetto che rafforza la sanità di prossimità attraverso la collaborazione tra pubblico e Terzo Settore. Dopo tre anni e mezzo di mobilitazione torna anche il Punto Prelievi nel quartiere Mandria. Consegnato l'assegno della raccolta benefica de I Solisti Veneti a sostegno delle famiglie e dei caregiver di persone con disturbi neurocognitivi.

PADOVA – Cinque servizi, una rete di competenze e un unico obiettivo: avvicinare la salute alle persone, rendere più accessibile l’assistenza e costruire risposte concrete alle esigenze di una popolazione che cambia. È questo il significato dell’inaugurazione che si è svolta mercoledì 4 novembre 2026, nella sede di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS, in via Toblino 49 a Padova, dove ha preso ufficialmente forma un polo territoriale che mette in relazione servizi sanitari, sociosanitari e assistenziali, nel rispetto delle rispettive autonomie organizzative e gestionali.

Un’inaugurazione che assume un significato particolare nell’anno in cui la Fondazione celebra settant’anni di attività e che rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione della sua Comunità della Cura: un modello nel quale l’assistenza non si esaurisce all’interno delle strutture residenziali, ma si apre alla città, alle famiglie e ai bisogni quotidiani dei cittadini.

Al centro del progetto vi è una concezione della salute che supera la singola prestazione sanitaria e valorizza la continuità delle cure, la prevenzione, l’accompagnamento delle fragilità e la collaborazione tra istituzioni, professionisti e organizzazioni del Terzo Settore. Un sistema nel quale ciascun soggetto mantiene la propria autonomia e responsabilità, contribuendo al tempo stesso a costruire una rete territoriale più vicina alla popolazione.

Cinque servizi in un unico polo: dalla prevenzione all’assistenza, fino al sostegno ai caregiver

Il nuovo polo di via Toblino 49 riunisce il Punto Prelievi, la Centrale Operativa telefonica della Guardia Medica, la Medicina di Gruppo, lo Sportello “Nuovi Passi” e la Residenza “Mons. Franceschi”. Cinque realtà con competenze e funzioni differenti, accomunate dalla volontà di favorire l’accessibilità ai servizi e di rispondere in maniera coordinata alle esigenze delle persone e delle famiglie.

Particolare rilievo assume l’attivazione del Punto Prelievi aperto ai cittadini del territorio, un servizio organizzato e gestito integralmente dall’ULSS 6 Euganea, attraverso il proprio personale e con un preciso impegno organizzativo ed economico. Fondazione OIC ETS ha contribuito mettendo a disposizione gli spazi necessari, rendendo possibile il ritorno di un presidio sanitario atteso dalla comunità.

Accanto al Punto Prelievi trova sede la Centrale Operativa telefonica della Guardia Medica, anch’essa organizzata e gestita dall’ULSS 6 Euganea. La struttura svolge una funzione di coordinamento delle richieste di continuità assistenziale, attraverso l’organizzazione e la distribuzione delle chiamate e degli interventi verso le diverse sedi del servizio.

Un ulteriore elemento è rappresentato dalla Medicina di Gruppo, che valorizza il ruolo dei medici di medicina generale e il rapporto continuativo con i cittadini. La presenza degli ambulatori all’interno del polo contribuisce a rafforzare la medicina territoriale e a creare un punto di riferimento per l’intercettazione dei bisogni sanitari della popolazione.

Lo Sportello “Nuovi Passi” costituisce invece il riferimento per le persone con Alzheimer, demenze e altri disturbi neurocognitivi, per i loro familiari e per i caregiver. Un servizio gratuito di ascolto, orientamento e sostegno, attraverso il quale Fondazione OIC mette a disposizione le conoscenze e le competenze maturate nell’assistenza alle persone fragili.

A completare il sistema è la Residenza “Mons. Franceschi”, dedicata all’accoglienza e all’assistenza delle persone anziane non autosufficienti, nella quale l’attenzione sanitaria e assistenziale si accompagna alla valorizzazione delle relazioni, della dignità individuale e della qualità della vita.

La particolarità di questo modello risiede proprio nella compresenza di servizi aperti al territorio e di una struttura residenziale: uno spazio tradizionalmente destinato all’assistenza diventa anche un luogo di incontro, prevenzione e sostegno alla comunità.

La cerimonia inaugurale e la presenza delle istituzioni

La giornata ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni cittadine, del sistema sanitario territoriale, della medicina generale e del mondo culturale.

Per il Comune di Padova è intervenuto, su delega del sindaco Sergio Giordani, l’assessore ai Lavori Pubblici, Protezione Civile e Progetti Strategici Luigi Alessandro Bisato. Presenti inoltre il Direttore Generale dell’ULSS 6 Euganea Patrizia Benini, il Segretario provinciale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) Andrea Dini e il Segretario dell’Orchestra I Solisti Veneti Adalberto Zanella.

A rappresentare Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS, il Presidente Andrea Cavagnis e il Direttore Generale Fabio Toso.

La cerimonia è stata scandita dalla benedizione dei nuovi spazi, impartita da don Marco Galante, e dal tradizionale taglio del nastro, che ha sancito ufficialmente l’inaugurazione del polo. Al termine, un momento conviviale ha riunito i partecipanti, offrendo un’ulteriore occasione di confronto e condivisione.

Andrea Cavagnis: «La cura non può esaurirsi all’interno di una struttura, ma deve diventare patrimonio della comunità»

A illustrare il valore strategico del progetto è stato il Presidente di Fondazione OIC ETS, Andrea Cavagnis, che ha richiamato il significato dell’inaugurazione nel percorso storico della Fondazione e il ruolo fondamentale della collaborazione tra pubblico e privato sociale.

«Questa inaugurazione rappresenta un passaggio significativo nel percorso dei settant’anni di Fondazione OIC, perché conferma una visione che appartiene alla nostra storia e che oggi assume un valore ancora più importante: la cura non può esaurirsi all’interno di una struttura, ma deve diventare patrimonio della comunità. È il risultato di un percorso lungo e complesso, reso possibile dalla convinzione, dall’impegno e dalla collaborazione di tutte le realtà coinvolte, pubbliche e private, che hanno saputo dare una risposta concreta a bisogni molto sentiti dalla città.

Il nuovo Punto Prelievi non è un servizio isolato, ma un ulteriore tassello di un sistema integrato di assistenza e prossimità, che comprende lo Sportello Nuovi Passi, dedicato all’ascolto, all’orientamento e al sostegno dei caregiver di persone con disturbi neurocognitivi, gli ambulatori di medicina generale con otto medici, il servizio di continuità assistenziale, la residenza per anziani non autosufficienti e un’esperienza di cohousing destinata ai nostri collaboratori che necessitano di una soluzione abitativa sul territorio.

Non siamo soltanto una realtà residenziale per anziani, ma un ecosistema di servizi flessibile, capace di crescere, trasformarsi ed evolvere insieme ai bisogni della comunità. Di fronte all’invecchiamento della popolazione e alle nuove esigenze delle famiglie, abbiamo il dovere di promuovere risposte che sappiano coniugare competenza, umanità e solidarietà. La nostra idea di Comunità della Cura nasce proprio da questa consapevolezza: nessuna organizzazione può affrontare da sola le sfide del presente, ma attraverso la collaborazione e la responsabilità condivisa possiamo costruire una società più attenta alle persone, alle loro fragilità e alla qualità della vita di tutti».

Il Presidente ha quindi evidenziato come la crescita della Fondazione non si traduca soltanto nell’ampliamento delle attività, ma nella capacità di costruire un sistema flessibile e articolato, in grado di evolvere insieme ai bisogni della società.

Fabio Toso: «La vera innovazione consiste nel far dialogare mondi che troppo spesso operano separatamente»

A soffermarsi sugli aspetti organizzativi e sul valore dell’integrazione è stato il Direttore Generale di Fondazione OIC ETS, Fabio Toso, che ha illustrato il ruolo del nuovo polo nel percorso di innovazione della Fondazione.

«Non inauguriamo semplicemente cinque servizi: rafforziamo una rete di relazioni, competenze e opportunità che mette al centro la persona, la prevenzione e la continuità della cura. Nell’anno in cui celebriamo i settant’anni della Fondazione Opera Immacolata Concezione, questa giornata rappresenta concretamente la nostra vocazione all’innovazione e allo sviluppo di servizi capaci di rispondere all’evoluzione dei bisogni della società. La vera innovazione consiste nel far dialogare mondi che troppo spesso operano separatamente: sanità, medicina territoriale, assistenza, sostegno alle famiglie e servizi residenziali, creando connessioni e opportunità di collaborazione, nel rispetto delle rispettive autonomie.

È questa la visione che prende forma attraverso i nuovi servizi: lo Sportello Nuovi Passi, che mette gratuitamente a disposizione dei caregiver di persone con disturbi neurocognitivi il patrimonio di conoscenze, esperienze e competenze maturato dalla Fondazione in settant’anni di attività; la medicina di gruppo, con otto medici di medicina generale, che rappresenta un presidio di prossimità e un importante punto di intercettazione dei bisogni delle famiglie; il servizio di continuità assistenziale e il nuovo Punto Prelievi, realizzato attraverso la collaborazione con l’ULSS 6 Euganea e il Comune di Padova, che rafforza l’accessibilità ai servizi sanitari e promuove una cultura della prevenzione, perché prendersi cura significa non soltanto intervenire quando emerge una malattia, ma accompagnare le persone nel mantenimento della propria salute.

A rendere ancora più significativo questo modello è la sua integrazione con la dimensione residenziale. Nello stesso edificio vivono persone anziane non autosufficienti, la cui casa diventa anche un luogo aperto alla cittadinanza, un punto di riferimento per il territorio. È un cambiamento importante anche sul piano culturale: i nostri residenti non sono soltanto destinatari di assistenza, ma parte di una comunità che accoglie, genera relazioni e offre opportunità agli altri.

Di fronte a una popolazione che invecchia e a una longevità che richiede risposte sempre più articolate, il nostro compito non è soltanto aggiungere servizi, ma costruire un ecosistema capace di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita, valorizzando la prevenzione, la prossimità e la continuità assistenziale. Mettere a disposizione spazi, condividere competenze e facilitare l’accesso ai servizi significa contribuire concretamente alla qualità della vita delle persone. È questo il modo migliore per celebrare i nostri settant’anni: trasformare l’esperienza maturata in nuove opportunità di cura per la comunità, continuando a innovare senza perdere il valore umano che da sempre contraddistingue la nostra Fondazione».

Le parole del Direttore Generale richiamano una trasformazione che riguarda anche il significato degli spazi assistenziali: luoghi di cura che diventano parte integrante della vita del quartiere e nei quali la relazione tra ospiti, operatori, professionisti e cittadini può generare nuove opportunità.

Michela Fernanda Rigon: «Dietro ogni bisogno sanitario esiste una persona, con la propria storia e le proprie relazioni»

L’integrazione tra i diversi servizi risponde anche a una crescente complessità dei bisogni sanitari e sociosanitari, soprattutto in presenza di malattie croniche, condizioni di fragilità e disturbi neurocognitivi.

A sottolinearlo è Michela Fernanda Rigon, Direttore Sanitario di Fondazione OIC ETS, che richiama la necessità di un approccio capace di considerare la persona nella sua interezza.

«La salute non può essere considerata esclusivamente come assenza di malattia, ma come una condizione che coinvolge la persona nella sua dimensione fisica, psicologica, relazionale e sociale. È fondamentale costruire percorsi nei quali la risposta clinica sia accompagnata dall’ascolto, dall’orientamento e dal sostegno, soprattutto quando le famiglie affrontano situazioni complesse e prolungate nel tempo. Penso, in particolare, alle persone con disturbi neurocognitivi e ai loro caregiver, per i quali poter contare su riferimenti accessibili e su una rete di supporto rappresenta un elemento essenziale. Investire nella prossimità significa anche promuovere prevenzione, continuità assistenziale e attenzione alla qualità della vita, riconoscendo che dietro ogni bisogno sanitario esiste una persona, con la propria storia e le proprie relazioni».

Un approccio che valorizza la dimensione clinica senza separarla da quella psicologica, familiare e sociale, riconoscendo il ruolo fondamentale delle reti di supporto nell’accompagnamento delle persone fragili.

Il Comune di Padova: «Un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e privato sociale»

Il valore dell’iniziativa per la città è stato sottolineato anche dall’assessore Luigi Alessandro Bisato, intervenuto in rappresentanza dell’Amministrazione comunale.

«Questa inaugurazione rappresenta un momento di festa per la comunità e un esempio concreto di come la sinergia tra istituzioni e privato sociale possa tradursi in risposte ai bisogni delle persone e delle famiglie. Fondazione OIC conferma la propria capacità di aprirsi al territorio, integrando la sua missione storica con le nuove esigenze sociosanitarie. La presenza della Medicina di Gruppo, dello Sportello gratuito Nuovi Passi a sostegno delle persone con decadimento cognitivo e dei loro caregiver, insieme agli altri servizi, rappresenta un presidio fondamentale per questo quartiere di Padova.

Come Amministrazione comunale, non possiamo che riconoscere il valore di un modello di sanità e assistenza di prossimità che mette al centro le persone, tutela gli anziani e sostiene concretamente le famiglie. In questo percorso, l’ULSS 6 Euganea rappresenta il riferimento istituzionale fondamentale per i servizi sanitari e sociosanitari, in piena integrazione con il privato sociale rappresentato da Fondazione OIC. È questa la forza del progetto: una rete di competenze e responsabilità condivise che trasforma la collaborazione in servizi concreti per la comunità».

La collaborazione tra Amministrazione comunale, ULSS 6 Euganea e Fondazione OIC assume dunque un ruolo centrale nel rafforzamento dei servizi territoriali, soprattutto per le persone che incontrano maggiori difficoltà negli spostamenti e nell’accesso all’assistenza.

Patrizia Benini: «Il Punto Prelievi torna al territorio grazie all’impegno organizzativo ed economico dell’ULSS 6 Euganea»

Uno degli aspetti più significativi dell’inaugurazione riguarda la ripresa del servizio di prelievi nel quartiere Mandria.

A chiarire il ruolo dell’Azienda sanitaria è stata Patrizia Benini, Direttore Generale dell’ULSS 6 Euganea, che ha evidenziato la responsabilità organizzativa e gestionale dell’ULSS nella realizzazione del servizio.

«Rafforzare la sanità territoriale significa avvicinare concretamente i servizi ai cittadini, favorire l’accessibilità e garantire risposte sempre più integrate ai bisogni di salute della popolazione. L’inaugurazione di questi nuovi servizi rappresenta un risultato importante, frutto della collaborazione tra l’ULSS 6 Euganea e Fondazione OIC ETS, nella quale ciascuna realtà contribuisce con le proprie competenze e risorse.

Il nuovo Punto Prelievi rappresenta un servizio che torna a disposizione del territorio grazie a un preciso impegno organizzativo ed economico dell’ULSS 6 Euganea, che ne assume integralmente la gestione attraverso il proprio personale, a seguito di una riorganizzazione della rete dei punti prelievo esistenti. Fondazione OIC ha contribuito mettendo a disposizione gli spazi necessari, rendendo possibile l’attivazione di un presidio importante per la prevenzione, il monitoraggio della salute e la continuità dei percorsi di cura.

A questo si affianca la Centrale Operativa Telefonica della Continuità Assistenziale, che svolge una funzione strategica di coordinamento, organizzando e distribuendo le chiamate e gli interventi verso le diverse sedi del servizio, contribuendo a rendere più efficiente la risposta ai bisogni sanitari dei cittadini.

Particolarmente significativa è inoltre la presenza di nove medici di medicina generale, anche di giovane età, con una disponibilità complessiva di oltre 12.000 posti per gli assistiti. Un presidio territoriale di grande rilevanza, capace di ampliare le opportunità di accesso all’assistenza primaria e di rispondere alle esigenze di un bacino di popolazione particolarmente ampio.

Il sistema sanitario è chiamato ad affrontare bisogni sempre più complessi, legati anche all’invecchiamento della popolazione e alla crescente necessità di continuità assistenziale. Per questo è fondamentale sviluppare modelli capaci di mettere in relazione medicina territoriale, prevenzione, servizi sanitari e realtà sociosanitarie. Esperienze come questa dimostrano che, attraverso una collaborazione concreta e una chiara valorizzazione delle rispettive responsabilità, è possibile costruire una sanità sempre più accessibile, vicina alle persone e radicata nella comunità».

L’intervento di Benini chiarisce quindi un elemento fondamentale: il Punto Prelievi e la Centrale Operativa telefonica della Guardia Medica sono servizi organizzati e gestiti dall’ULSS 6 Euganea, mentre Fondazione OIC ETS contribuisce al progetto attraverso la disponibilità degli spazi e l’inserimento di queste attività in un contesto territoriale più ampio.

Sul valore della medicina di prossimità si è soffermato anche Andrea Dini, Segretario provinciale FIMMG, intervenuto durante i saluti istituzionali, a testimonianza dell’importanza della medicina generale nel sistema sanitario territoriale.

Il Punto Prelievi torna alla Mandria dopo tre anni e mezzo: la mobilitazione dei cittadini e le 500 firme raccolte

Quella del 4 novembre è stata una giornata particolarmente significativa anche per i residenti del quartiere Mandria, che da oltre tre anni chiedevano il ripristino di un servizio sanitario di prossimità sospeso durante l’emergenza pandemica.

Un’attesa accompagnata da una mobilitazione civica che, a partire dal 2023, ha portato alla raccolta di circa 500 firme, oltre a presidi, manifestazioni e incontri con le istituzioni per riportare il Punto Prelievi nel quartiere.

Per molte persone anziane la sospensione del servizio aveva comportato difficoltà concrete, rendendo necessari spostamenti verso altri ambulatori e, in alcuni casi, l’aiuto di familiari, conoscenti e volontari per poter effettuare gli esami.

A raccontare il percorso che ha portato al ripristino del servizio è stata Tosca Cecchinato, del Comitato Difesa Sanità e Salute Pubblica dei residenti del quartiere Mandria, protagonista della mobilitazione insieme ai cittadini e al Centro Sociale.

«È un risultato straordinario, che arriva dopo tre anni e mezzo di impegno e di battaglie condotte insieme ai cittadini. Dal 2023, insieme al Centro Sociale, abbiamo raccolto 500 firme e promosso presidi, manifestazioni e incontri con le istituzioni per chiedere il ritorno di un servizio fondamentale per il quartiere. Dopo la chiusura del precedente Punto Prelievi durante il Covid, molte persone anziane si sono trovate in difficoltà, costrette a raggiungere ambulatori lontani. In questi anni mi sono personalmente occupata di accompagnarne diverse per consentire loro di effettuare gli esami.

Oggi, anche se il servizio sarà inizialmente attivo soltanto due giorni alla settimana, è un traguardo importantissimo per tutta la comunità. Fondazione OIC ha sempre mantenuto aperta la disponibilità a individuare una soluzione, e finalmente, grazie al percorso avviato con le istituzioni e l’ULSS 6 Euganea, possiamo restituire ai residenti un servizio di cui avevano grande bisogno».

Le parole di Cecchinato restituiscono la dimensione quotidiana di una richiesta nata dalle necessità concrete del quartiere, soprattutto delle persone più anziane.

Il ritorno del Punto Prelievi, inizialmente attivo due giorni alla settimana, rappresenta così non soltanto il ripristino di un servizio sanitario, ma anche il risultato di un percorso di partecipazione civica e dialogo istituzionale.

Dalla medicina territoriale all’healthcare: il sistema integrato di Fondazione OIC

L’inaugurazione del polo di via Toblino 49 non costituisce un’iniziativa isolata, ma si inserisce in una rete di servizi che Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS ha progressivamente sviluppato nell’ambito sanitario, sociosanitario e assistenziale.

Alla Civitas Vitae “Angelo Ferro” di Padova, il polo sanitario della Fondazione comprende l’Ospedale di Comunità, con 60 posti letto, l’Unità Riabilitativa Territoriale, con 20 posti, il Nucleo Stati Vegetativi, dedicato all’assistenza delle persone con gravissime cerebrolesioni, e l’Hospice Paolo VI, punto di riferimento per le cure palliative e l’accompagnamento dei pazienti e delle loro famiglie.

A questa rete si aggiungono, nel territorio vicentino, l’Ospedale di Comunità con 15 posti letto e l’Hospice del Centro Guido Negri di Thiene, ampliando la capacità di risposta della Fondazione ai differenti bisogni sanitari e assistenziali.

Si tratta di servizi che intervengono in momenti diversi del percorso di salute: dalla continuità assistenziale successiva a un ricovero ospedaliero alla riabilitazione e al recupero dell’autonomia, dall’assistenza alle persone con gravissime compromissioni neurologiche fino alle cure palliative e all’accompagnamento nelle fasi più delicate della vita.

In questa prospettiva, l’healthcare promosso dalla Fondazione non si limita alla prestazione clinica, ma integra professionalità sanitarie, competenze assistenziali, sostegno psicologico, attenzione alle famiglie e tutela della dignità individuale.

L’apertura dei servizi di via Toblino estende ulteriormente questa visione, collegando l’esperienza maturata nell’assistenza alle fragilità con le esigenze di salute dell’intera popolazione e rafforzando la collaborazione con l’ULSS 6 Euganea, la medicina generale e le istituzioni territoriali.

È anche il significato dell’“Abbraccio della Cura”, il messaggio scelto per celebrare i settant’anni della Fondazione: una presenza che accompagna le persone nelle diverse stagioni della vita, nella prevenzione, nella malattia, nella riabilitazione e nelle condizioni di maggiore vulnerabilità.

I Solisti Veneti, la musica e la solidarietà: consegnato l’assegno per lo Sportello “Nuovi Passi”

La cerimonia inaugurale è stata anche l’occasione per un momento dedicato alla solidarietà, con la consegna dell’assegno della raccolta benefica promossa da I Solisti Veneti a sostegno dello Sportello “Nuovi Passi” di Fondazione OIC ETS.

Il contributo nasce dall’iniziativa organizzata in occasione del concerto conclusivo del 56° Veneto Festival – Festival Internazionale Giuseppe Tartini, svoltosi il 6 settembre 2026 e dedicato alla memoria del Maestro Claudio Scimone, nell’ottavo anniversario della sua scomparsa.

Un evento musicale che ha registrato il tutto esaurito e che, grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ha consentito di destinare l’intero incasso del botteghino all’attività dello Sportello.

«È stato un bellissimo concerto, che ha registrato il tutto esaurito e ha dimostrato ancora una volta come la musica possa diventare uno straordinario strumento di solidarietà – ha dichiarato Vittorio Dalle Ore, Presidente della Fondazione I Solisti Veneti –. Grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha creduto nel progetto e ne ha reso possibile la realizzazione, abbiamo potuto destinare l’intero incasso del botteghino a questa importante iniziativa della Fondazione Opera Immacolata Concezione. Un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi e che testimonia il valore della collaborazione tra cultura, solidarietà e territorio».

Alla cerimonia ha partecipato anche Adalberto Zanella, Segretario dell’Orchestra I Solisti Veneti, intervenuto tra i saluti istituzionali.

Il contributo sostiene l’attività dello Sportello “Nuovi Passi”, servizio gratuito attraverso il quale Fondazione OIC accompagna persone con Alzheimer, demenze e altri disturbi neurocognitivi, offrendo ascolto, informazioni e orientamento a chi vive direttamente la malattia e a chi se ne prende cura ogni giorno.

Un’iniziativa che evidenzia come la collaborazione tra realtà culturali, sanitarie e sociali possa tradursi in forme concrete di solidarietà, trasformando la partecipazione a un evento artistico in un sostegno destinato alle famiglie.

Settant’anni di Fondazione OIC: un modello di cura che si apre al futuro

L’inaugurazione del nuovo polo territoriale rappresenta una tappa significativa nel percorso di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS, che nel 2026 celebra settant’anni di attività e rinnova il proprio impegno nella costruzione di una rete di servizi capace di rispondere all’evoluzione dei bisogni della società.

L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle condizioni di cronicità, la necessità di rafforzare la medicina territoriale e il crescente bisogno di sostegno delle famiglie richiedono infatti risposte sempre più articolate, accessibili e coordinate.

Il modello che prende forma in via Toblino 49 propone una visione nella quale prevenzione, medicina generale, continuità assistenziale, supporto ai caregiver e residenzialità non sono elementi separati, ma realtà capaci di dialogare e di contribuire, ciascuna attraverso le proprie competenze, al benessere della comunità.

Un progetto nel quale la collaborazione tra Fondazione OIC ETS, ULSS 6 Euganea, Comune di Padova, professionisti sanitari e realtà del territorio assume un ruolo determinante, senza confondere le responsabilità gestionali dei singoli servizi.

La giornata del 4 novembre ha inoltre dimostrato come la costruzione di una comunità più attenta ai bisogni delle persone passi anche attraverso l’ascolto e la partecipazione dei cittadini: dalla mobilitazione del quartiere Mandria per il ritorno del Punto Prelievi all’impegno solidale de I Solisti Veneti a favore delle persone con disturbi neurocognitivi e delle loro famiglie.

La sfida non è soltanto ampliare l’offerta dei servizi, ma rendere la cura sempre più vicina, accessibile e capace di accompagnare la persona nella sua interezza.

 

Redazione NordEst – Cafè24: Eleonora Passarella

 

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