Collare elettrico a Tolmezzo. Partito Animalista Italiano FVG: il cane va allontanato subito dal proprietario e affidato a una struttura protetta
Chi si macchia di questi reati non deve più avere alcun tipo di animale: interdizione perenne

Allontanare definitivamente il cane dal proprietario. Il Partito Animalista Italiano (PAI) del Friuli Venezia Giulia e Animal Pride Defending accolgono con favore l’intervento della Polizia locale della Comunità di Montagna della Carnia, che a Tolmezzo ha sequestrato un collare elettrico su delega della Procura di Udine e ha denunciato per maltrattamento di animali un uomo di 50 anni. Ci chiediamo se il cane sia un cane da caccia e se il proprietario sia un cacciatore visto che, purtroppo, molti utilizzano questo metodo cruento: se così fosse, chiediamo ovviamente anche il ritiro della licenza di caccia, abbiamo inviato tutte le richieste all’autorità. In ogni caso questo soggetto, cacciatore o meno, non dovrà più avere il diritto di tenere animali di alcun genere, né domestici né di altro tipo.
“Il sequestro del dispositivo è un passo importante, ma non può essere l’ultimo: chiediamo che il cane venga sottratto al proprietario e affidato a una struttura protetta, dove possa essere visitato da veterinari e comportamentalisti e seguire i percorsi di cura e le terapie che il suo stato fisico e psicologico richiederà”, rendono noto la portavoce del PAI, la giornalista e attivista Irene Giurovich assieme alla presidente dell’Animal Pride Defending Patrizia Munarin. “Un animale sottoposto a scariche elettriche oltre a riportare evidenti sofferenze fisiche, viene esposto anche paura, ansia e disturbi del comportamento che richiedono un recupero specializzato. Lasciarlo nello stesso contesto in cui ha subito il maltrattamento significherebbe esporlo al rischio di ulteriori violenze”, aggiungono. “Non può mai trovarsi in uno stato di benessere un cane sottoposto alle scariche!”. Chi pensa di ‘addestrare’ un cane con mezzi violenti e di sofferenza non ha la minima idea di che cosa significhi vivere con un animale e rispettarlo: a questa persona deve essere vietato il possesso di qualsiasi tipo di animale, domestico e non.
Apprezziamo l’invito della Polizia locale a segnalare i casi di presunto maltrattamento: la collaborazione dei cittadini è fondamentale. Tuttavia riteniamo che le autorità siano tenute ad attivarsi già dopo la prima segnalazione, e non dopo che ne siano arrivate diverse. Ogni esposto va preso in carico con tempestività, perché ogni giorno di ritardo è un giorno di sofferenza in più per un essere vivente che non ha voce né strumenti per difendersi. I cittadini che denunciano compiono un atto di responsabilità civica e non devono sentirsi costretti a insistere per essere ascoltati.
Chiediamo quindi: l’affidamento immediato del cane a una struttura protetta, con il supporto di veterinari e specialisti, per tutta la durata delle cure e del procedimento; tempi più rapidi di verifica e di intervento a seguito di ogni singola segnalazione di maltrattamento, senza attendere ulteriori esposti; il massimo rigore nell’accertamento delle responsabilità, nel rispetto della normativa vigente e dei principi ribaditi dalla giurisprudenza della Cassazione sull’uso di strumenti coercitivi e dolorosi e l’applicazione del massimo delle pene con tutte le aggravanti del caso.
«La tutela degli animali maltrattati non può dipendere dal numero di segnalazioni ricevute: un solo esposto deve bastare per mettere in moto la macchina della protezione», dichiarano il Partito Animalista Italiano FVG e Animal Pride Defending.



