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Diecimila studenti in campo per “La memoria che protegge”: Pordenone mette alla prova la sua macchina dell’emergenza

Pordenone, 25 settembre 2026 – Una scossa simulata di magnitudo 5.7, l’attivazione del Centro operativo comunale e l’evacuazione di circa 10 mila studenti di tutte le scuole cittadine, dalle primarie alle superiori. Pordenone ha vissuto oggi la giornata centrale di “La memoria che protegge”, il mese che la città dedica ai cinquant’anni del terremoto del 1976: una grande esercitazione di protezione civile, organizzata in sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia, per allenare il lavoro comune di istituzioni, volontari e scuole e consegnare alle nuove generazioni una solida cultura della prevenzione.

“Dentro le celebrazioni per i cinquant’anni del sisma abbiamo voluto inserire un momento concreto, costruito insieme alle scuole, perché è da lì che il linguaggio della prevenzione arriva alle famiglie — dichiara il sindaco Alessandro Basso — e viene fatto proprio dai più giovani. L’attivazione del Coc di questa mattina ha dato ottimi risultati: abbiamo affinato alcuni dettagli e verificato che la macchina c’è, è preparata e funziona con una precisione di cui tutti i pordenonesi devono essere orgogliosi. È il frutto di un lavoro portato avanti negli anni dall’assessorato, dalla squadra comunale e dai volontari della Protezione civile. Dalle prime prove di evacuazione nelle scuole è nata una cultura che oggi ha raggiunto piena maturità, e in Friuli, per la storia che ci portiamo dal ’76, questa consapevolezza è ancora più profonda. Un ringraziamento sentito va alla Regione, all’assessore Riccardo Riccardi e a tutta la struttura della Protezione civile regionale, che con la loro collaborazione hanno reso possibile questa simulazione”.

“Ricordare il passato, esercitarsi nel presente per essere pronti nel futuro: è questo il senso della giornata — sottolinea l’assessore Mattia Tirelli —. La simulazione ha attivato la struttura comunale e circa 75 volontari, chiamati a gestire un’evacuazione di grande complessità. L’addestramento costante è la base per affrontare con efficacia ogni emergenza, con l’auspicio che resti sempre un’esercitazione. Il grazie più grande va ai volontari, ancora impegnati sul campo: persone che donano il proprio tempo per proteggere i cittadini”.

“Questa esercitazione ci ricorda ancora una volta il ruolo centrale delle scuole di ogni ordine e grado nelle nostre comunità — afferma l’assessore all’Istruzione Pietro Tropeano —. È significativo che Protezione civile, Vigili del fuoco, Comune e Regione abbiano scelto proprio i cinquant’anni del terremoto per ribadire l’importanza della memoria. Sono i nostri ragazzi i primi custodi di questo ricordo: saranno loro a dare consigli agli altri e a portare questa consapevolezza nelle famiglie. Coinvolgerli oggi significa trasmettere senso di responsabilità a quelli che saranno i cittadini di domani”.

Le operazioni sono iniziate dagli istituti superiori, alcuni dei quali con 1.300-1.500 studenti, per poi estendersi a primarie e secondarie di primo grado. “Accanto ai volontari di Pordenone stanno operando undici gruppi del Pordenonese, perché gli studenti, soprattutto quelli delle superiori, arrivano da tutto il territorio e il lavoro si fa insieme — spiega l’ing. Fabio Braccini, coordinatore della Protezione civile di Pordenone —. Abbiamo predisposto una checklist dedicata per valutare ogni evacuazione e restituire un riscontro utile a migliorare il processo, perché ogni attività può sempre crescere. L’intera esercitazione ha un’impostazione esperienziale, pensata per coinvolgere direttamente le persone, e ha attirato anche colleghi da Gravina in Puglia, Cagliari e Genova, venuti a seguire il nostro lavoro”.

I Vigili del fuoco hanno curato il soccorso tecnico urgente, con la ricerca e il recupero di persone disperse nello scenario simulato, insieme alla Croce Rossa e agli altri enti coinvolti. “Giornate come questa sono importantissime anzitutto per i ragazzi, che devono sentirsi protagonisti della propria sicurezza, e per le scuole, chiamate a organizzare le proprie procedure di evacuazione — osserva l’ing. Sergio Basile, comandante dei Vigili del fuoco di Pordenone —. Ogni ente deve saper svolgere al meglio il proprio compito, ma le esercitazioni servono soprattutto ad allenare il lavoro comune: l’interoperabilità tra Comune, Protezione civile, Vigili del fuoco, Croce Rossa e tutte le realtà del sistema di soccorso”.

Il programma prosegue domani, sabato 26 settembre, in piazza XX Settembre con percorsi esperienziali: la tenda fumo, percorsi dedicati alla disabilità, una dimostrazione sulla messa in sicurezza delle opere d’arte in caso di sisma e un’escape room. La mattinata è riservata alle classi delle superiori; sabato pomeriggio e domenica mattina le attività si aprono a tutta la cittadinanza, invitata a partecipare numerosa.

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