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Terremoto 1976, Pozzuolo e Coia: cinquant’anni dopo rivive la solidarietà

Alla Palazzina la mostra di Aghe di Poç sul legame nato dopo il sisma. Domani pomeriggio, sabato 26 settembre, alle 18.30, la presentazione del libro di Paola Treppo

POZZUOLO DEL FRIULI – Un legame nato tra le macerie del terremoto del 1976 e diventato negli anni una storia di amicizia e solidarietà tra due comunità. È quello che unisce Pozzuolo del Friuli e Coia di Tarcento, al centro della mostra 1976… e scoprimmo la solidarietà, allestita alla Palazzina di Pozzuolo del Friuli e visitabile fino a domenica 27 settembre.

L’esposizione, curata dal Gruppo di Ricerche Storiche “Aghe di Poç”, ricostruisce attraverso fotografie, documenti e cimeli il grande lavoro svolto dai volontari di Pozzuolo a Coia dopo il sisma e racconta come proprio quell’esperienza contribuì alla crescita dell’associazionismo locale.

La storia cominciò nei giorni immediatamente successivi al 6 maggio 1976. A ricordarla è Marco Chiavon, fondatore del Gruppo Aghe di Poç, all’epoca tra i giovani impegnati nel mondo associativo di Pozzuolo.

«Giancarlo Cruder di Coia lavorava nello stesso ufficio di Paolo Battello di Pozzuolo, che allora era presidente della Polisportiva – racconta Chiavon –. Nei primi giorni dopo il terremoto ciascuno era partito per dare una mano dove poteva. Poi Battello ci parlò della situazione di Coia, dove molte case erano distrutte o gravemente danneggiate, e propose di andare tutti insieme, così da riuscire a fare di più».

Cominciarono così i viaggi verso il paese di Tarcento. I volontari raggiungevano Coia il sabato e la domenica e, quando gli impegni di lavoro lo permettevano, anche durante la settimana. Nei primi tempi contribuirono alla sistemazione delle aree destinate alle tende e alle necessità più urgenti della popolazione.

Nell’agosto del 1976 a Pozzuolo venne quindi organizzata una Festa della solidarietà per raccogliere fondi da destinare alla comunità di Coia. Chiavon ricorda un ricavato nell’ordine dei 10-12 milioni di lire, una somma importante per quegli anni, che contribuì anche alla realizzazione di una struttura destinata alla vita comunitaria, utilizzata per incontri e riunioni.

La solidarietà continuò anche dopo le nuove forti scosse del settembre 1976. Arrivato il tempo della vendemmia, a Coia servivano braccia per lavorare i vigneti, posti in gran parte sui pendii. I volontari di Pozzuolo tornarono ancora una volta in paese per aiutare le famiglie. Quell’esperienza, ricorda Chiavon, diventò una consuetudine che proseguì per circa una decina d’anni.

«I rapporti sono rimasti nel tempo – spiega – anche se con gli anni la vita delle persone è cambiata. Quell’esperienza ha lasciato però un segno profondo anche a Pozzuolo».

La Polisportiva di allora, nata nel 1975, cessò successivamente la propria attività, mentre molti dei suoi componenti continuarono a impegnarsi in altre realtà sportive, culturali e sociali. Nel 1981 nacque il Gruppo di Ricerche Storiche Aghe di Poç, del quale Chiavon fu tra i fondatori e nel quale confluirono anche alcune persone che avevano vissuto l’esperienza della solidarietà verso Coia.

A cinquant’anni dal terremoto, quelle fotografie tornano ora a raccontare una pagina di storia che appartiene a entrambe le comunità. La mostra comprende immagini della Festa della solidarietà e documentazione relativa all’attività svolta a Coia. Il percorso è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione culturale ricreativa “Int di Cuje” di Coia di Tarcento.

All’interno delle iniziative collegate alla mostra, sabato 26 settembre alle 18.30, alla Palazzina di Pozzuolo del Friuli, sarà presentato il libro della giornalista e scrittrice friulana Paola Treppo, “E ven la fin dal mont! Memorie friulane del terremoto del 1976”, realizzato per l’Associazione Int di Cuje con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Il volume raccoglie testimonianze e memorie legate al sisma e alla vita delle comunità colpite, tra le quali Coia e Plan di Paluz, riportando al centro le voci di chi visse quei giorni.

La presentazione a Pozzuolo diventa così parte dello stesso percorso della mostra: la memoria del terremoto attraverso le persone, i paesi e le reti di solidarietà nate nel 1976.

La mostra 1976… e scoprimmo la solidarietà resterà aperta venerdì dalle 18 alle 20 e sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 18 alle 20. L’ingresso è libero.

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