ORDINE DEI MEDICI: LA PROFESSIONE ATTRAE I GIOVANI
Nella sede dell’OMCeO Udine il giuramento di Ippocrate per quasi 40 giovani camici bianchi: una scelta di vita guidata da passione e dedizione

In una sala gremita e pervasa da una profonda emozione, ieri sera la sede dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Udine ha aperto le sue porte per accogliere una nuova generazione di professionisti della salute. I nuovi iscritti sono stati ricevuti con calore dalla Presidente dell’Ordine, Anna Maria Bergamin Bracale, insieme all’intero Consiglio Direttivo, in un momento di passaggio che unisce l’orgoglio istituzionale alla commozione personale.
Il gruppo, composto da 35 giovani medici, 2 futuri odontoiatri e un giovane collega straniero – che, pur operando in regime di deroga, ha scelto fermamente di iscriversi regolarmente all’Ordine come segno di appartenenza e rispetto per la comunità medica locale –, ha ascoltato con viva partecipazione la presentazione del Codice Deontologico. Un testo vivo, chiamato a evolversi per rispondere alle sfide del futuro, come l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale, senza mai smarrire la sua bussola etica. Le parole della Presidente Bergamin Bracale hanno toccato le corde più intime dei presenti, ricordando che la scienza medica non può prescindere dall’empatia: “Se volete fare bene il vostro lavoro dovete trattare ogni paziente come se fosse la persona a voi più cara. La medicina è una vita di fatica, avete scelto il mestiere più bello del mondo, ma dovete essere medici 24 ore su 24”. La Presidente ha inoltre voluto sottolineare il valore imprescindibile dell’aggiornamento costante e del legame di collaborazione con tutte le altre professioni sanitarie. Questa chiamata alla responsabilità e al sacrificio è stata accolta con consapevolezza e determinazione dai quasi 40 giovani camici bianchi, pronti a intraprendere i rispettivi percorsi di specializzazione con le idee chiare e lo sguardo rivolto al futuro. Dalla chirurgia generale alla medicina interna, dalla cardiologia alla dermatologia, fino alla medicina di base, all’ortopedia e alla pediatria: la varietà delle scelte esprime non solo la vitalità dei loro sogni, ma rappresenta anche un concreto segnale di speranza per il territorio e una boccata d’ossigeno per le strutture sanitarie in cui presteranno servizio.
Il momento più toccante della serata è stato affidato ai due colleghi più giovani. A loro è spettato il compito di leggere il Giuramento di Ippocrate: ogni parola è stata scandita con fermezza e senza esitazioni, rompendo il silenzio di una sala commossa e unita in un applauso che ha celebrato l’inizio di una missione spesa al servizio della vita.A margine della serata, la Presidente ha espresso la propria profonda preoccupazione per il futuro di questi giovani colleghi, oggi esposti alle conseguenze di un progressivo e sistematico smantellamento di quell’antico patto sociale che, per generazioni, ha legato la dedizione assoluta alla cura di ogni paziente alla garanzia di una vita dignitosa per sé e per la propria famiglia. Un patto fondato sulla convinzione che consacrare la propria esistenza alla tutela della salute altrui dovesse trovare un corrispettivo non soltanto nella gratificazione umana e professionale, ma anche nella certezza di un adeguato riconoscimento sociale ed economico. Una certezza che, oggi, appare sempre più compromessa.
La Presidente ha inoltre manifestato forte preoccupazione per il perdurare della possibilità di esercizio professionale in deroga, una misura che rischia di svilire il percorso di formazione, gli anni di sacrifici e il rispetto degli obblighi normativi e deontologici cui si attengono quotidianamente tutti i colleghi regolarmente abilitati e iscritti ai rispettivi Ordini professionali. Una disparità che finisce per mortificare l’impegno di chi ha seguito con rigore il percorso previsto dalla legge, adempiendo a tutti i doveri richiesti per l’esercizio della professione.



