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PORDENONE. GIOVANE DETENUTO MUORE INTOSSICATO DOPO AVER APPICCATO UN INCENDIO NELLA SUA CELLA

IL SINDACO DI PORDENONE, ALESSANDRO BASSO: "Vicinanza alle istituzioni penitenziarie dopo la tragica morte del giovane detenuto"

Un giovane di 19 anni, detenuto nel carcere di Pordenone, è morto nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 agosto, pare dopo aver appiccato un incendio all’interno della propria cella.

Il detenuto era un cittadino egiziano di 19 anni ed è morto per le esalazioni di monossido causate dall’incendio del proprio materasso. Il ragazzo, che si trovava in una cella singola, poco prima delle 23 ha sbarrato l’ingresso con una sedia e ha appiccato il fuoco.

Il Sindaco di Pordenone Alessandro Basso ha sentito telefonicamente il direttore dell’istituto, Leandro Salvatore Lamonaca, portando la vicinanza dell’amministrazione all’intera comunità penitenziaria.

Quando si arriva a gesti così estremi di disperazione, nell’immediato le considerazioni lasciano spazio alla carità cristiana — dichiara il Sindaco Alessandro Basso — che ci invita a guardare con pietà umana anche alle vicende più complesse, come quella di questo giovane che non posso che definire inenarrabile. Nella telefonata con il direttore Lamonaca ho espresso il ringraziamento più sincero – dell’amministrazione, della città e mio personale – agli agenti di polizia penitenziaria, al personale sanitario e ai vigili del fuoco, che con prontezza e senso del dovere hanno gestito una situazione di straordinaria complessità, mettendo in sicurezza la struttura e tutte le persone presenti. So bene quanto sia impegnativo il lavoro quotidiano di chi opera all’interno della casa circondariale, e a loro rivolgo la mia gratitudine più autentica. Guardando al futuro, penso anche al nuovo carcere di San Vito al Tagliamento, un’infrastruttura che porterà miglioramenti concreti sia per i detenuti sia per gli operatori, in spazi più adeguati a garantire dignità e sicurezza non solo a chi sconta il proprio debito con la giustizia, ma anche a chi in quel contesto lavora ogni giorno tra enormi pressioni e responsabilità”.

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