TIERE TEATRO FESTIVAL, TRA DANZA E PROSA RIVIVE IL MITO DEL MINOTAURO
In programma oggi, lunedì 29 agosto, l'atteso spettacolo di danza della Lyric Dance Company “Minotauro, un'altra verità” e, in prima nazionale “Pasifae, la nascita del Minotauro”

Prosegue il festival organizzato da Anà-Thema ad Osoppo
L’altro da noi, l’incontro tra diversità che si attraggono e si spaventano, infinite facce di una sola anima. Ruota attorno a tutto questo la terza giornata di Tiere Teatro Festival, la prima rassegna di teatro antico in Fvg organizzata da Anà-Thema Teatro e in corso ad Osoppo fino al 3 settembre.
Per la giornata di oggi, lunedì 29 agosto, protagonista indiscusso sarà il Minotauro, figura mitologica greca, figlio del Toro di Creta e di Pasifae, regina di Creta. Un essere mostruoso e feroce, con il corpo di un uomo e la testa di un toro nato per volere di Poseidone come punizione nei confronti del re di Creta, Minosse.
La “danza” del Minotauro
Saranno due, infatti, gli spettacoli che ruoteranno a questa leggendaria figura attraverso riletture del mito del Minotauro che, come un contenitore, viene svuotato del suo antico significato, scomposto e ricomposto, sfaccettato e messo a fuoco, in una rigorosa ricerca di nuove prospettive e nuove verità. Sarà così nell’atteso spettacolo di danza “Minotauro, un’altra verità”, messo in scena dalla Lyric Dance Company e dal suo coreografo Alberto Canestro e in programma alle 21 al Forte di Osoppo.
L’intera gamma dei sentimenti umani che ruota attorno al Minotauro e alle altre figure mitologiche a lui legate si scinde e si moltiplica come luce che attraversa un prisma, dando vita ad una danza di specchi e inganni, tesa ad indagare l’essenza della condizione umana, alla ricerca della nostra più intima natura: un’altra verità. L’intreccio emotivo del mito viene così ripercorso lasciando emergere sentimenti forti come l’amore, la passione, la solitudine, così come gli orrori e le diversità. La leggenda rivive attraverso il movimento, attinge a nuova linfa e si traduce nell’eterna contemporaneità del gesto danzato. Lo spettacolo si avvale di musiche originali, appositamente composte dal maestro e compositore fiorentino Stefano Burbi.
L’amore “sbagliato” di Pasifae
Amore, odio, il valore del sacrificio e della carnalità, della pulsione umana, della rabbia, della ragione e della solitudine, ma soprattutto l’incapacità di comunicare concetti universali. Sentimenti che cercherà di scandagliare lo spettacolo “Pasifae, la nascita del Minotauro”, proposto in prima nazionale, sempre oggi, 29 agosto, alle 18, nelle Gallerie sotterranee del Forte a Osoppo. Un vero e proprio evento con tre attori, Gisela Macedo, Igori Nazarco e Luca Ferri, impegnati a rileggere il mito di Pasifae, madre del Minotauro, in tre lingue diverse, rispettivamente portoghese, ucraino e italiano.
Quella di Pasifae, al di là della leggenda, è una storia di pregiudizi, di dogmi, di una donna in cui alberga il carattere drammatico, a tratti tragico, di un personaggio che vive un sentimento avvertito come vero ed intenso, seppur considerato come sbagliato e contro natura.



