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UILPOSTE UDINE: SULLA GESTIONE DEGLI UFFICI POSTALI OCCORRE INTERVENIRE

Il Segretario Fracas: «Situazione preoccupante. A pagare sono i dipendenti e la clientela»

«La Uilposte di Udine è preoccupata per la situazione nella quale versa la Filiale di Poste Italiane Spa sul territorio provinciale. Siamo di fronte ad uno scenario che, nel minare l’efficienza degli uffici postali, mette a rischio anche la salute e la sicurezza dei lavoratori e la qualità del servizio alla clientela». A dichiararlo è Antonio Fracas, Segretario territoriale Uilposte Udine, che prosegue l’analisi: «Nel 2020 si è registrato un declassamento di ben 26 uffici postali a Udine e provincia e se fossimo nel calcio parleremmo di retrocessione. Dati che hanno visto la Filiale posizionarsi all’ultimo posto in Italia nel 2021. Ma come si è arrivati a ciò? Attraverso una gestione dubbia degli uffici, con una contemporanea fuoriuscita di personale per i tanti pensionamenti ed altrettanti esodi incentivati, mai sostituiti adeguatamente. Nonostante i tagli al personale, gli uffici postali hanno continuato ad operare, in quanto la richiesta da parte della clientela è giustamente tanta. Per questo, nel tentativo di gestire la domanda di servizi utilizzando meno personale, negli uffici in cui c’erano ad esempio 2 dipendenti ne è stato lasciato solo uno e così via.
   Se I dati aziendali del 2022 premiano la Filiale, al primo posto in Italia per controllo qualità e tempi di attesa della clientela all’interno degli Uffici postali, il dato purtroppo non deve far gioire troppo e va contestualizzato: ad essere premiati sono stati gli uffici dotati di gestore code, ma a farne le spese sono stati gli uffici postali più piccoli, sprovvisti di tale strumento e i cui direttori sono stati costretti ad operare allo sportello per sostituire il personale carente. Accade quindi che gli Uffici Postali di maggiori dimensioni funzionino a pieno organico e le rilevazioni producano quindi dati incoraggianti riguardo ai tempi di attesa ma gli Uffici Postali più piccoli vengano invece lasciati sguarniti. In merito a quest’ultimo aspetto, a volte vengono violate palesemente anche delle regole sottoscritte tra le parti, come il caso eclatante degli uffici postali base, dove dovrebbero essere presenti due unità (direttore e operatore di sportello) ma ciò nella pratica non accade quasi mai, a causa di strutturale carenza di personale. Tale situazione comporta violazioni delle norme sulla sicurezza: il direttore è da solo ed è gravato da un elevato carico di lavoro. Ciò non solo non lo agevola nell’operatività legata al ruolo, ma procura stress e congestione di clienti che aspettano a lungo per essere serviti e che non sempre comprendono le difficoltà con cui il direttore si deve confrontare. Da qui ad un’immagine aziendale compromessa il passo è breve perché la clientela poi non fa mistero del proprio disappunto. Non va meglio – prosegue il Segretario – negli uffici di livello C, i “veri” mono operatore. Le strutture non sono sempre a norma e si sono visti casi di assenza del pulsante anti-malore, carenza gravissima per la sicurezza di chi opera da solo». «Purtroppo le criticità non si fermano qua: alla carenza di personale, che talvolta non consente neanche la fruizione delle ferie programmate, vanno ad aggiungersi anche le pressioni commerciali verso consulenti, direttori e sportellisti. A tale proposito vorrei sottolineare le dimissioni volontarie rassegnate recentemente da ben quattro consulenti finanziari in apprendistato, ai quali era stata prospettata la non assunzione in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi commerciali. Questo è un fatto gravissimo perché – sottolinea il Segretario – il contratto professionalizzante in apprendistato è a tutti gli effetti un contratto a tempo indeterminato e subire tali minacce è deprimente. Questa condizione di pressioni e minacce più o meno velate hanno condizionato i giovani laureati in età da apprendistato, inducendoli a cercare lavoro al di fuori di Poste Italiane S.p.A., impiegando quindi altrove la loro preparazione.
   Manca poi un’adeguata formazione in presenza, a volte effettuata con ritardo di mesi, sul primo soccorso e l’antincendio per il personale assunto da mercato esterno sugli sportelli mono operatore. Condizione questa che ha costretto i neoassunti a continui distacchi in giro per la provincia, facendo da tappabuchi per sopperire alla grave carenza di personale.
Insomma, questa è la gravissima condizione in cui versa la Filiale di Udine – conclude il Segretario – Se si vuole ottenere maggiore efficacia ed efficienza, bisogna prima formare il personale e poi valorizzarlo, ma soprattutto bisogna avere rispetto delle persone».

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