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Veneto: Ambiente ferito e diritto alla casa negato. Dal DEFR numeri che impongono un cambio di rotta

“Oggi in Prima Commissione è stata presentata dalla Giunta la Nota di aggiornamento al DEFR 2026–2028, il documento programmatico che dà avvio alla fase di Bilancio, e i numeri contenuti nel documento smentiscono la narrazione di un Veneto senza criticità.” Intervengono congiuntamente i Consiglieri Cunegato e Ostanel (AVS – Reti Civiche).  “L’indicatore G15 dell’Agenda 2030, ‘Vita sulla Terra’, mostra un peggioramento rispetto al 2010 e anche in confronto al resto dell’Italia. È un dato contenuto nel DEFR e significa una cosa precisa: la qualità del nostro ambiente sta peggiorando. Parliamo di una Regione che continua a consumare suolo tra le prime in Italia, che perde biodiversità e che vede ridursi la capacità ecologica del proprio territorio. Non è uno slogan ambientalista: è la fotografia ufficiale della Regione.

Nella Missione 9 il documento ricorda inoltre che le misurazioni del PM2,5 superano i limiti di riferimento per la salute umana definiti dall’OMS. Se il 100% delle rilevazioni supera i livelli indicati dall’OMS, siamo di fronte a un problema strutturale, non a un episodio contingente. È la conferma che il modello di sviluppo adottato finora ha un costo ambientale e sanitario altissimo.Sul fronte sociale, il DEFR riconosce che il costo dell’abitazione pesa in modo determinante sulla condizione economica delle famiglie: per il 3,8% della popolazione il costo della casa supera il 40% del reddito familiare netto, risultando eccessivo e insostenibile. Questo significa che migliaia di famiglie venete vivono una condizione di stress abitativo conclamato. Di fronte a questi dati, non bastano annunci generici sull’housing. Serve finanziare un piano strutturale per l’edilizia pubblica e sociale, recuperando il patrimonio ATER oggi inutilizzato, e introdurre regole chiare sugli affitti brevi, come abbiamo proposto con una nostra iniziativa legislativa. Il problema casa non è marginale: è scritto nel DEFR.Ambiente e casa sono le due facce della stessa crisi. Continuiamo a consumare territorio e, allo stesso tempo, non garantiamo un diritto all’abitare sostenibile. È una contraddizione evidente.

Per questo chiediamo che la Regione parta dai dati che ha scelto di inserire nel DEFR: stop al consumo di suolo, investimenti veri sull’abitare e centralità della salute ambientale nelle scelte di bilancio. Non è una battaglia ideologica, ma una responsabilità verso i cittadini veneti. Se i numeri parlano chiaro, la politica deve avere il coraggio di cambiare rotta.” – concludono Cunegato e Ostanel

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