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VENEZIA: INCONTRO ICEC . SERVE UN’EUROPA DEI POPOLI E NON UNA MERA UNIONE DI STATI. VA RIVISTO ANCHE LO STATUTO DELLA REGIONE

A Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale del Veneto, il Consigliere regionale Davide Lovat, componente della I Commissione (Politiche dell’Unione Europea e relazioni internazionali), ha incontrato una delegazione dell’ICEC – International Commission of European Citizens – guidata dalla scozzese Shona McAlpine.

“L’incontro cordiale, ma soprattutto operativo, – spiega Lovat – ha avuto come obiettivo il riavvio dei contatti internazionali del movimento per l’autodeterminazione del popolo veneto con una delle realtà europee più attive sul tema delle nazioni senza Stato e dei diritti dei popoli nel contesto dell’Unione Europea. L’Europa non può restare una semplice “unione pattizia di Stati”, come l’ha definita la Corte costituzionale tedesca. Deve evolvere verso una vera Europa dei Popoli, capace di riconoscere le identità storiche e le comunità che la compongono. Negli ultimi anni il movimento per l’autodeterminazione veneta ha vissuto una fase di rallentamento, legata anche alle aspettative riposte in un rafforzamento dell’autonomia regionale che non si è concretizzato. Molti hanno confidato in una svolta che non è arrivata e oggi è necessario riprendere un percorso chiaro, coerente e internazionale. Prossimamente sarò a Barcellona per incontrare esponenti del mondo catalano, con l’obiettivo di rilanciare, anche dal Veneto, una rete europea tra realtà che condividono istanze di autodeterminazione. Catalogna, Scozia, Paesi Baschi, Galles, Fiandre e Repubblica Veneta, ma anche altre realtà territoriali che furono indipendenti per lungo tempo, rappresentano storiche nazioni senza Stato. Il loro futuro non può essere deciso esclusivamente dalle capitali nazionali o da apparati tecnocratici sovranazionali. Occorre ripensare l’assetto europeo in senso confederale e cantonale, sul modello svizzero, garantendo il massimo grado possibile di autodeterminazione nell’ambito della comune cittadinanza europea. La questione non è meramente identitaria, ma profondamente democratica. Nell’era della globalizzazione le istituzioni del futuro devono essere pensate a partire dal bene concreto dei cittadini europei, non dalla convenienza degli attuali Stati o delle élites finanziarie e politiche che li governano. Noi puntiamo a un modello alternativo rispetto all’impostazione centralista e dirigista che, a mio avviso, si sta consolidando nell’Unione Europea, soprattutto dopo l’entrata in vigore del Trattato sull’Unione Europea (TUE). Se non si offre un’alternativa di sistema, fondata sulla sussidiarietà reale e sull’autogoverno dei popoli, l’unica alternativa percepita sarà quella antisistema dell’uscita dall’Unione. Noi vogliamo invece costruire un’Europa diversa, più democratica e più vicina ai territori. L’incontro con Shona McAlpine rappresenta un primo passo verso una riattivazione delle relazioni internazionali del movimento veneto in ambito europeo, con l’obiettivo dichiarato di contribuire al dibattito sul futuro istituzionale dell’Unione.”

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