
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza hanno messo a segno
un nuovo e duro colpo al traffico di sostanze stupefacenti nella provincia berica, intercettando una consegna di droga e arrestando due persone in prossimità del centro abitato di Recoaro Terme. L’operazione, frutto di una mirata attività di controllo del territorio, ha portato al sequestro di 11,4 chilogrammi di marijuana, oltre a cocaina e denaro contante ritenuto riconducibile alla attività illecita.
In manette sono finiti un cittadino albanese di 25 anni e un italiano di 65 anni residente in provincia di Vicenza,sorpresi dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vicenza durante lo scambio della sostanza stupefacente.
In particolare, in orario serale, nel corso di una ordinaria attività di pattugliamento del territorio, i finanzieri
notavano il sessantacinquenne vicentino salire a bordo dell’autovettura condotta dal soggetto albanese e
posteggiata nei pressi del centro abitato di Recoaro Terme, stringendo tra le mani una considerevole somma di
denaro. Insospettitisi per le circostanze di luogo e di tempo, i militari decidevano di intervenire sottoponendo a
controllo di polizia i soggetti e il veicolo al cui interno venivano rinvenuti, all’interno di un doppio fondo, 10
sacchi di marijuana per un peso complessivo di 11,4 kg.
Le successive perquisizioni hanno consentito di rinvenire nella disponibilità del cittadino italiano ulteriori 57,1 grammi di cocaina e 5.500 euro in contanti, immediatamente sottoposti a sequestro insieme all’intero quantitativo di sostanze stupefacenti.
Per entrambi è scattato l’arresto in flagranza per il reato di traffico di sostanze stupefacenti con il successivo trasferimento presso la Casa circondariale di Vicenza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’operazione si inserisce nella costante attività di controllo economico del territorio svolta dalla Guardia di
Finanza di Vicenza per contrastare i traffici illeciti e il commercio di sostanze stupefacenti, fenomeno che
continua a rappresentare una delle principali fonti di alimentazione della criminalità e un concreto rischio per la
sicurezza della collettività.



