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PADOVA : MARIA LUIGIA RANDI PRIMA DONNA ORDINARIO DI MEDICINA INTERNA

Padovana di nascita, di formazione – Liceo Tito Livio prima e Laurea in Medicina poi – e per scelta lavorativa, la professoressa Maria Luigia Randi, dal 2017 Presidente del corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova è da ieri Professore Ordinario di Medicina interna, la prima donna a ricoprire a Padova questo incarico. La carriera della prof.ssa Randi è un chiaro esempio di come sia possibile conciliare la vita privata con un lavoro impegnativo; madre di due gemelli oggi trentasettenni, giovane appassionata di scherma, si è laureata a Padova cum laude e ha conseguito le specializzazioni in Ematologia, Medicina Nucleare e Medicina interna. Si occupa prevalentemente di ematologia non oncologica e, in collaborazione con un gruppo di ricercatori italiani, si occupa di malattie mieloproliferative. «Questo risultato lo dedico a mio padre – commenta la prof.ssa Randi -, che è sempre stato il mio miglior supporter. Siamo tre fratelli, due femmine e un maschio, e i nostri genitori ci hanno sempre spinto a realizzare con coraggio le nostre aspirazioni, purché contemplassero l’istruzione come ineludibile via di raggiungimento degli obiettivi. La nostra era ed è rimasta una famiglia molto unita, ecco perché ritengo che questo traguardo abbia radici profonde negli insegnamenti ricevuti, nello sprone a fare della nostra professione un motivo in più, anche se non il solo, attraverso cui realizzare sogni e traguardi. Sono perciò emozionata, orgogliosa e grata per questa nomina.»  Dal 1 marzo la prof.ssa Randi è direttore ff della Clinica Medica 1 dell’Azienda Ospedale/Università di Padova, a seguito del pensionamento del precedente direttore prof Fabrizio Fabris; allieva del prof Antonio Girolami, un grande clinico e un docente che ha lasciato il segno in una generazione di medici padovani, Randi ha lavorato nell’Istituto di Semiotica Medica quando era diretto dal prof. Mario Austoni, un gigante della diagnostica. «Credo che faccia bene alle ragazze che studiano medicina (e sono ormai circa il 70% degli studenti del corso di laurea) vedere che ce la si può fare – prosegue la prof.ssa Randi -. Sono ovviamente felice del risultato che ho ottenuto, ma sono soprattutto orgogliosa di essere una donna in un mondo molto maschile dove le posizioni apicali sono in gran prevalenza occupate da uomini.»

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