TORRENTE CORNO: AL VIA GLI APPROFONDIMENTI DI IRIS ACQUA PER INDIVIDUARE LA CAUSA DEL CATTIVO ODORE
Scattano nei prossimi giorni gli approfondimenti tecnici per individuare la causa del cattivo odore segnalato negli ultimi mesi nel Parco della Valletta del Corno: da mercoledì 7 ottobre, presumibilmente fino a venerdì 16, Irisacqua procederà con una serie di verifiche e ispezioni, volte a individuare poi la soluzione più adeguata. Per escludere qualsiasi potenziale dispersione di acque reflue nell’ambiente, è stata programmata una serie di attività sia indagando sulle opere realizzate nell’ambito dei lavori di “Riqualificazione idraulica e igienica del torrente Corno e del suo bacino” sia estendendo la ricognizione allo stato attuale dei luoghi. Tra le operazioni previste, vi è il ricorso a un liquido colorato (tracciante): se quindi si vedrà il torrente cambiare colore non c’è da preoccuparsi, in quanto la sostanza utilizzata è specifica per questi test, non è tossica ed è innocua per piante e animali.
“Come amministrazione stiamo monitorando dall’inizio il problema, tenendo presente che non si tratta di una questione “politica” ma di carattere tecnico, per la quale siamo i primi a volerci vedere chiaro. A fronte di un intervento di questa portata, riteniamo non accettabile una complicazione del genere”, rimarca il sindaco, Rodolfo Ziberna. E precisa: “Gli interventi di riqualificazione idraulica e igienica del torrente Corno e del relativo bacino urbano hanno avuto come obiettivo prioritario la messa in sicurezza dell’abitato di Gorizia dal rischio di esondazioni del torrente Corno. L’opera principale ha previsto la realizzazione di una condotta scolmatrice del diametro interno di 2 metri e della lunghezza complessiva di 1.743 metri, di cui 180 in territorio sloveno. Il progetto ha riguardato anche il risanamento igienico del torrente, attraverso la captazione delle acque nere che confluivano direttamente nel tratto tombinato in territorio italiano e il loro successivo convogliamento nella rete fognaria. Non si è intervenuti pertanto, se non in casi sporadici, nè sulla rete fognaria esistente nè sui manufatti sfioratori con relativi fugatori che dalla rete arrivano al Corno. A queste opere si sono affiancati interventi di riqualificazione naturalistico-ambientale del parco, finalizzati a migliorare la qualità e la fruibilità dell’area”.
Sottolinea anche l’assessore comunale all’Ambiente, Francesco Del Sordi: “Fin dalle prime segnalazioni di residenti e frequentatori del Parco della Valletta abbiamo subito messo in campo il settore Ambiente, quello dei Lavori Pubblici e il RUP che ha seguito gli interventi di realizzazione del Parco e di risanamento idraulico del Corno, coinvolgendo il gestore dell’impianto fognario. Gli approfondimenti tecnici serviranno per definire cause e individuare strategie di risoluzione. Sappiamo che la situazione da analizzare è molto complessa: abbiamo assegnato quindi alla questione la massima priorità e chiesto particolare attenzione al gestore dell’impianto fognario”.
Le attività di ispezione, videoispezione e verifica saranno condotte in collaborazione con l’impresa Risanamento Fognature S.p.A. di Salgareda (TV). Si procederà alla videoispezione di tutti i fugatori di piena, in primis nel tratto intubato di circa 2 km compreso tra il valico confinario di via San Gabriele e il Parco della Valletta, per verificare la presenza di scarichi. Quindi saranno accertate eventuali criticità sui lavori realizzati nell’ambito degli interventi di riqualificazione, in particolare sulla tenuta idraulica del collettore fognario ubicato sotto l’alveo del Corno. Per questo sarà immesso il liquido tracciante specifico per uso ambientale e atossico nella condotta fognaria in prossimità del valico di via San Gabriele, con l’intento di far emergere potenziali dispersioni della rete nel torrente.
Per testare la tenuta idraulica dei collettori convoglianti le acque reflue al collettore principale, nel tratto intubato del Corno saranno realizzate ispezioni visive sulla presenza di fessurazioni e/o perdite dei nuovi allacciamenti di convogliamento degli scarichi alla linea principale e verifica della tenuta dei pozzetti di ispezione. Infine, per escludere la presenza di scarichi di acque reflue non intercettati, sarà condotta un’ispezione visiva sia interna ai manufatti del torrente Corno sia dall’esterno, in superficie.



