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Venezia-Cina: asse d’oro

VENEZIA – Rafforzare i rapporti culturali, accademici ed economici tra Venezia e Suzhou, guardando al 2030, quando le due città celebreranno il cinquantesimo anniversario del loro gemellaggio. È questo l’obiettivo della tappa a Suzhou della missione istituzionale in Cina del sindaco di Venezia Simone Venturini, che mercoledì 21 ottobre ha incontrato il primo cittadino della metropoli cinese Wang Wei per rilanciare una collaborazione fondata su una storia millenaria, un patrimonio culturale di rilievo internazionale e una comune vocazione produttiva.

Il viaggio prosegue nel segno della costruzione di nuove opportunità per il sistema Venezia, dopo gli incontri istituzionali e culturali di martedì a Shanghai. In quell’occasione Venturini, insieme al presidente di SAVE Enrico Marchi, ha incontrato il presidente di China Eastern Airlines Wang Zhiqing e i rappresentanti del MAP Museum of Art Pudong e dello Shanghai Museum, approfondendo le prospettive di collaborazione nei collegamenti aerei, nella cultura e nella promozione reciproca dei territori.

Al centro dell’incontro tra Venturini e Wang Wei c’è stata la volontà di dare nuovo impulso al gemellaggio, sottoscritto il 24 marzo 1980, ampliandone gli ambiti di intervento. L’obiettivo è sviluppare una rete di relazioni capace di coinvolgere università, imprese e turismo.

Tra le prospettive discusse figurano possibili sinergie tra il Museo d’arte contemporanea di Suzhou e il sistema culturale veneziano, con l’intento di favorire lo scambio di opere e artisti e di estendere la collaborazione alla produzione artistica contemporanea.

«Suzhou è la prima città gemellata che ho voluto visitare, seguendo idealmente le orme di Marco Polo – ha dichiarato il sindaco Simone Venturini –. Venezia e Suzhou condividono una storia straordinaria, ma soprattutto la capacità di tenere insieme tradizione e innovazione. La cultura apre molte porte e crea occasioni di incontro, ma a questa vogliamo affiancare una cooperazione sempre più ampia, dall’università alle imprese, fino a un turismo di qualità».

Il sindaco ha sottolineato la volontà di presentare Venezia come una realtà produttiva e contemporanea, capace di affiancare alla propria attrattività culturale competenze, infrastrutture e imprese.

Il rapporto tra Venezia e Suzhou ha già trovato espressione in diverse iniziative culturali. Nel gennaio 2024 Palazzo Mocenigo ha ospitato la mostra L’Asse del tempo. Tessuti per l’abbigliamento in seta di Suzhou, realizzata con il coinvolgimento delle istituzioni culturali delle due città e del Museo della Seta di Suzhou. L’esposizione ha inaugurato a Venezia le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Marco Polo.

Sempre nel 2024, Suzhou è stata protagonista del Carnevale di Venezia, con esibizioni tradizionali e la presentazione di abiti in seta in Piazza San Marco. La città cinese ha partecipato anche alla Coppa Marco Polo, la sfida di dragon boat disputata sul Canal Grande tra il proprio equipaggio e quello delle università veneziane.

Un altro momento significativo è arrivato nel settembre 2025, quando il museo M9 ha ospitato la presentazione del documentario Il Giardino Segreto Cinese – SuZhou, dedicato al patrimonio culturale immateriale della città, nell’ambito delle iniziative per il quarantacinquesimo anniversario del gemellaggio.

Nel corso della visita, Venturini ha inoltre raggiunto i celebri giardini classici di Suzhou, riconosciuti patrimonio mondiale dell’UNESCO. Insieme ai canali, ai ponti e alla tradizione della seta, questi luoghi raccontano le affinità storiche tra due città che, pur lontane geograficamente, sono legate idealmente dalla grande tradizione commerciale e culturale della Via della Seta.

La missione ha riservato spazio alla dimensione economica e industriale, con una visita alla sede di Suzhou di PiovanGroup, gruppo industriale italiano con quartier generale a Santa Maria di Sala, nell’area metropolitana veneziana, e presente in Cina con un nuovo stabilimento.

All’incontro ha partecipato anche la Camera di Commercio di Shanghai. L’appuntamento ha rappresentato un’occasione per approfondire il percorso di un’impresa italiana inserita nel tessuto manifatturiero cinese, in un’area che ospita il principale distretto di aziende italiane nel Paese.

La visita si inserisce nella strategia di promozione di una Venezia capace di valorizzare anche il proprio patrimonio imprenditoriale e industriale. Il rafforzamento delle relazioni economiche tra i due territori potrà così affiancarsi agli scambi culturali, aprendo ulteriori prospettive per le imprese e per la cooperazione internazionale.

Un altro asse strategico riguarda la formazione e la ricerca. Venturini ha visitato la Soochow University, ateneo che intrattiene stretti rapporti di collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia. All’incontro erano presenti anche alcuni studenti cafoscarini impegnati in un periodo di studio nella città cinese.

Gli scambi universitari rappresentano uno strumento concreto per consolidare il gemellaggio, trasformando i legami istituzionali in opportunità di crescita per studenti, ricercatori e comunità accademiche.

La giornata si è conclusa con un incontro nella residenza della Console generale d’Italia a Shanghai, Tiziana D’Angelo, al quale hanno preso parte rappresentanti della comunità italiana e del mondo imprenditoriale presente nell’area. Un’ulteriore occasione per discutere delle opportunità di collaborazione e del ruolo delle imprese italiane nel mercato cinese.

Il programma prosegue con la visita alla Fudan University, tra i principali atenei cinesi, e con un nuovo appuntamento a Shanghai: la prima della Tosca di Giacomo Puccini, con Orchestra e Coro del Teatro La Fenice protagonisti dell’inaugurazione della stagione della nuova Shanghai Grand Opera House.

Un programma che intreccia diplomazia culturale, formazione, industria e spettacolo e che conferma l’ambizione di Venezia di rafforzare la propria presenza internazionale. In vista del 2030, il cinquantesimo anniversario del gemellaggio con Suzhou si profila così non soltanto come una ricorrenza celebrativa, ma come un’opportunità per dare continuità a una relazione storica e tradurla in nuove forme di collaborazione.

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