Monfalcone avvia la trasformazione digitale nella gestione del patrimonio pubblico
Il Comune aderisce al percorso regionale sul Building Information Modeling (BIM) per digitalizzare la gestione di opere pubbliche ed edifici comunali, dalla progettazione alla manutenzione
La Giunta comunale di Monfalcone ha approvato un atto di indirizzo per l’avvio del Building Information Modeling (BIM), la metodologia che permette di gestire in un unico sistema digitale tutte le informazioni relative a un’opera pubblica o a un immobile: dalla progettazione alla realizzazione, fino alla manutenzione nel corso degli anni. Un cambio di passo che punta a rendere più efficiente e trasparente la gestione del patrimonio comunale, attraverso una base informativa unitaria e interoperabile su edifici e infrastrutture.
«Con questo atto avviamo un percorso di innovazione che riguarda direttamente la qualità della gestione del nostro patrimonio pubblico – ha osservato il Sindaco Fasan –. Non si tratta solo di adeguarci a un obbligo normativo, ma di dotare il Comune di uno strumento che nel tempo renderà più semplice programmare interventi, manutenzioni e investimenti sui nostri edifici e sulle nostre infrastrutture».
L’adeguamento si inserisce anche nel quadro del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), che dal 1° gennaio 2025 rende obbligatorio l’utilizzo di questi strumenti digitali per alcune categorie di opere pubbliche.
«Partiremo da un percorso graduale e sperimentale – ha spiegato l’assessore ai Servizi tecnologici e innovazione Paolo Venni –. Individueremo uno o più progetti pilota, probabilmente su un immobile del patrimonio comunale, dove testare concretamente il metodo anche attraverso rilievi tridimensionali e scansioni digitali degli spazi: non semplici immagini a scopo illustrativo, ma dati che dovranno confluire in un sistema informativo strutturato e aggiornabile nel tempo. Solo al termine di questa fase sperimentale definiremo in modo strutturato l’organizzazione, la formazione del personale e gli strumenti necessari per l’adozione a regime».
Il percorso si svilupperà in coordinamento con la Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso l’adesione al gruppo di lavoro promosso dalla Comunità regionale dei Responsabili per la Transizione Digitale, che, a partire dalla piattaforma BIM già realizzata, sta sviluppando un applicativo destinato ai Comuni del territorio. La partecipazione alla sperimentazione della piattaforma regionale non comporta, in questa fase, alcun vincolo definitivo al suo utilizzo: si tratta di una fase di valutazione tecnica, al termine della quale il Comune deciderà autonomamente come procedere. A livello comunale verrà costituito un gruppo di lavoro tecnico intersettoriale, che coinvolgerà i Sistemi Informativi, le Opere Pubbliche, l’Urbanistica e il Patrimonio, oltre ai settori Gare e Contratti e gestione documentale.
L’obiettivo di lungo periodo è integrare progressivamente il nuovo sistema con le banche dati già in uso dal Comune — l’anagrafe del patrimonio immobiliare, la gestione documentale e il sistema informativo territoriale — così da costruire una base informativa unica su edifici e infrastrutture comunali, a supporto della programmazione e della manutenzione futura.
L’avvio della sperimentazione non comporta, in questa fase, nuovi impegni di spesa: eventuali costi legati a formazione, hardware o software saranno valutati e deliberati separatamente nelle fasi successive. Il Responsabile della Transizione Digitale dovrà riferire alla Giunta ogni sei mesi sullo stato di avanzamento, sui risultati misurati tramite gli indicatori (KPI) e sulle eventuali criticità. Sarà inoltre il referente del Comune nei rapporti con la Regione, la Comunità degli RTD, ComPA FVG e gli altri enti partecipanti.



