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PADOVA : Cinema, musica e documentario: la programmazione della sala Fronte del Porto dal 26 al 29 marzo

Ecco gli appuntamenti in calendario alla sala cinema civica Fronte del Porto, in via Santa Maria Assunta 20 a Padova, da giovedì 26 a domenica 29 marzo.   In sintesi: giovedì 26 alle 18 replica di “The voice of Hind Rajab”; alle 21 il doc “Sur l’Adamant” di Nicholas Philibert. Venerdì 27 alle 21 “Paris is burning” di Jennie Livingston. Serata organizzata con associazione Mimosa.Sabato 28 salirà sul palco il quartetto Amoeba per il concerto di nuovo jazz scandinavo a cura del Centro d’Arte. Domenica 29 marzo doppia proiezione per la rassegna “Quando il fronte era da noi”: alle 18 “Paisà”; alle 21 “Anatomia di un massacro” di Andrea Prandstraller, presente in sala.

🎦 Cinema e cultura. Ultima settimana di marzo per la programmazione della sala cinema civica Fronte del Porto a Padova, oggetto di una importante riapertura partecipata con tante realtà del territorio. La programmazione si articola, come sempre, dal giovedì alla domenica ed è aggiornata su www.frontedelportopadova.it. Vediamo le proposte in calendario da giovedì 26 a domenica 29 marzo, tra cinema, documentario e musica. Si comincia giovedì 26 alle 18 con la replica in v.o.s. di “The voice of Hind Rajab”, che ripercorre la drammatica vicenda di Hind Rajab, 6 anni, intrappolata in un’auto sotto il fuoco di una sparatoria a Gaza. Alle 21 il documentario “Sur l’Adamant” di Nicholas Philibert. A Parigi, in una struttura galleggiante sulla Senna, è stato inaugurato un centro diurno che accoglie persone con disturbi mentali, l’Adamant. Qui si cerca di resistere al decadimento e alla disumanizzazione dell’assistenza ai pazienti psichiatrici con laboratori terapeutici di musica, pittura e altre attività, costruendo una quotidianità che permetta loro di esprimersi. Un documentario che osserva con rispetto le persone fragili consentendo loro di esprimere disagi e aspettative.

Venerdì 27 marzo alle 21 “Paris is burning” di Jennie Livingston. Si tratta di un documentario iconico del 1990 che racconta la scena ballroom newyorkese e le vite delle comunità queer, afrodiscendenti e latine. Un documentario sulla scena sperimentale e controculturale del ballroom, che la regista Jennie Livingston ha ritratto ad Harlem sul finire degli anni Ottanta. Il ball nasce come evento underground in cui membri delle comunità afroamericane e latine, provenienti dagli strati più svantaggiati della città, si trovano a condividere l’impulso a una libera espressione della queerness, e cioè di quell’insieme di inclinazioni e tratti identitari che vengono percepiti come divergenti rispetto alla norma sociale e che vengono negati tanto dalla società borghese quanto dalle comunità di appartenenza. Il film si compone delle interviste ai protagonisti e alle protagoniste delle pratiche artistiche che nascono in questo contesto, nonché delle riprese alle multiformi performance che ne risultano. Il quadro che così si forma è quello di una vulcanica e bruciante fucina creativa in cui travestimento, danza, musica e uso creativo del linguaggio danno vita a una forma d’arte che si sarebbe rivelata estremamente influente nel mondo dello spettacolo: un caso particolarmente celebre è quello del voguing, portato alla ribalta da Madonna. La serata è organizzata con Associazione Mimosa, che ha scelto anche di coinvolgere Neurodrag e Padovah, realtà del territorio che attraverso la performance e il lavoro sui corpi, i generi e le identità costruiscono spazi di espressione e possibilità. La loro presenza porterà nella serata una dimensione viva e condivisa, capace di intrecciare memoria e presente, esperienza personale e immaginario collettivo. Una serata che non è dunque solo una proiezione, ma un momento di incontro: uno spazio in cui riconoscersi, mettersi in relazione e lasciare emergere voci e storie troppo spesso invisibilizzate.

Sabato 28 marzo, alle 21, sale sul palco del Fronte del Porto il Quartetto Amoeba, per il concerto di nuovo jazz scandinavo a cura del Centro d’Arte. Attivo già da molti anni, il Quartetto raccoglie attorno alla sassofonista Signe Emmeluth altri tre giovani musicisti della scena scandinava e propone una formula che coniuga una preparazione tecnica impeccabile e un profondo rispetto per la tradizione del jazz alle aperture del free più energico e avventuroso. La loro musica si muove con naturalezza tra scrittura e improvvisazione, alternando momenti di sospensione a catartiche esplosioni sonore, con un entusiasmo e una energia immediatamente coinvolgenti.

Per questa serata, ingresso: 15 € intero, 8 € ridotto, 1 € studenti e studentesse UniPd .  Domenica 29 marzo doppia proiezione per la rassegna “Quando il fronte era da noi”. Alle 18 “Paisà” (1946) che, assieme a “Roma città aperta” e “Germania anno zero” fa parte della trilogia della guerra antifascista di Roberto Rossellini. Diviso in sei episodi, il film racconta l’avanzata delle truppe anglo-americane lungo la penisola, dallo sbarco in Sicilia nel luglio del 1943, alla liberazione dell’aprile del 1945. La Sicilia, Napoli, Roma, Firenze, l’Appennino, il delta del Po sono le ambientazioni di altrettante piccole storie di persone comuni, obbligate a fare i conti con la terribile realtà della guerra.
Alle 21 “Anatomia di un massacro”, documentario di Andrea Prandstraller, che sarà presente in sala. Il doc (2005) è dedicato alla strage di Pedescala, un piccolo paese di montagna del Nord-Est d’Italia, dove il 30 aprile 1945 un reparto dell’esercito tedesco in ritirata massacra per rappresaglia 83 civili tra cui donne, bambini e vecchi. Al pari delle più note di Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema e centinaia di altre, la strage di Pedescala, resta senza colpevoli. Ma a Pedescala succede qualcosa di diverso: una parte dei sopravvissuti accusa apertamente i partigiani che operavano nella zona di aver provocato la rappresaglia, sparando sul reparto tedesco in fuga. Sono loro, i partigiani, la vera causa della rovina del paese. Loro hanno innescato il terribile meccanismo che ha stritolato il paese e i suoi abitanti. I partigiani e una parte del paese rifiutano con violenza questa interpretazione dei fatti. Per loro la rappresaglia fu la conseguenza di un attacco portato alla colonna tedesca da alcuni ragazzi del paese che sfogarono la loro rabbia sparando, ignari delle conseguenze che il loro gesto poteva avere. La piccola comunità si spacca in due fazioni. Chi sparò davvero quel giorno a Pedescala provocando la bestiale rappresaglia?

Info: Sala Cinema Civica “Fronte del Porto”, via S.M. Assunta 20, Padova (fermata tram: Assunta).
🎟 Biglietti: 4/6.50€. Abbonamenti a 5 spettacoli in un anno: 22/28€

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