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Caso Ranucci. Ciriani (FdI-Ecr): “Ruotolo chieda scusa per rispetto verso il Parlamento europeo e la verità”

“Prima di scrivere nuove lettere alla Commissione europea, Sandro Ruotolo dovrebbe scriverne una ai colleghi del Parlamento europeo per chiedere scusa della propaganda costruita sul caso Ranucci”, a dichiararlo è Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR e vice coordinatore del Gruppo ECR in Commissione LIBE.
“Fu proprio Ruotolo a promuovere un dibattito in plenaria a Strasburgo dopo l’attentato al conduttore di Report – continua -. In quell’occasione il Pd utilizzò un fatto gravissimo, sul quale le indagini erano appena iniziate, per mettere ancora una volta sotto accusa il Governo Meloni e alimentare in Europa la narrazione di un’Italia attraversata da un clima liberticida che avrebbe fatto da sfondo persino a quella bomba. Oggi le indagini raccontano una storia completamente diversa e sarà la magistratura ad accertare ogni aspetto di questa inquietante vicenda. Ma quanto sta emergendo dovrebbe imporre almeno un po’ di prudenza a chi, come Ruotolo, aveva già individuato nel Governo il responsabile politico del ‘clima’ nel quale sarebbe maturato l’attentato. Ranucci ha gestito una trasmissione del servizio pubblico con continue inchieste a senso unico e, contemporaneamente, si accompagnava affettuosamente a un faccendiere pluripregiudicato il cui obiettivo era di mandarlo a Palazzo Chigi. Anche con le bombe. Serietà imporrebbe un dignitoso passo indietro, non le frigne di Ruotolo e della ‘redazione unica’ della sinistra”, prosegue Ciriani.
“Ruotolo, anziché correre nuovamente a Bruxelles a denunciare l’Italia, abbia almeno la serietà di riconoscere la strumentalizzazione fatta allora. Scriva ai parlamentari europei coinvolti in quel dibattito, ammetta che il quadro raccontato dal Pd non aveva alcun riscontro nei fatti e chieda scusa per aver utilizzato un attentato ancora tutto da chiarire per attaccare il Governo Meloni – conclude Ciriani -. Sarebbe un gesto di rispetto verso il Parlamento europeo e anche verso la verità”. 

 

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