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Udine intitola ad Adalberto Burelli la nuova rotatoria di viale Diaz

La cerimonia oggi con il sindaco De Toni, il vicesindaco Venanzi e gli assessori Facchini, Giacomello e Pirone. L’intitolazione ricorda l’architetto e consigliere comunale

Il nuovo piazzale della rotatoria di viale Diaz porta da oggi il nome di Adalberto Burelli. Il Comune di Udine lo ha intitolato all’architetto e già consigliere comunale nel corso di una cerimonia alla presenza della moglie Loretta, dei figli Andrea e Maurizio Burelli, del sindaco Alberto Felice De Toni, dell’assessora alla Demografia e Statistica Arianna Facchini, del vicesindaco Alessandro Venanzi e degli assessori Carlo Giacomello e Federico Pirone.

La cerimonia segue la conclusione dei lavori che hanno ridisegnato la viabilità dell’area. Il progetto della nuova rotatoria, concluso negli scorsi giorni con le piantumazioni e i dettagli estetici,  ha migliorato la sicurezza per tutti gli utenti della strada e ha dato al piazzale un aspetto più curato.

“Udine è una città che custodisce la memoria della propria storia, anche di quella più recente”, dichiara il sindaco De Toni. “Con questa e con altre intitolazioni vogliamo lasciare un segno duraturo dedicato ai friulani e agli udinesi che hanno realizzato qualcosa di tangibile per la nostra città. Il lavoro di Adalberto Burelli è ancora visibile nei luoghi che attraversiamo ogni giorno”.

Nato nel 1937 e scomparso nel 2019, Burelli ha svolto un intenso lavoro di restauro nel centro storico udinese. Ha seguito interventi sulla Loggia di San Giovanni, sul Tempietto dei Caduti, sulla Torre dell’Orologio, sull’Arco Bollani e su Palazzo Buffa. Si impegnò anche nella ricostruzione del territorio friulano dopo il terremoto del 1976: tra i progetti ai quali partecipò figura il nuovo municipio di Montenars. Tornando in città, sue sono state alcune delle prime ipotesi di pedonalizzazione di alcune aree del centro storico del capoluogo storicamente percorse da traffico veicolare, in particolare via Mercatovecchio.

La sua impronta è riconoscibile anche negli edifici industriali. La scelta del mattone, uno dei tratti caratteristici del suo lavoro, segna costruzioni che ancora oggi fanno parte del paesaggio quotidiano dei quartieri udinesi. Tra queste si ricordano l’edificio dell’ex SIP in via Umago, di proprietà privata, e quello noto agli addetti ai lavori come ex Scaini, in via Gervasutta. Burelli seguì inoltre interventi nell’ex cotonificio udinese, oggi al servizio del Polo scientifico dell’Università.

Alla professione affiancò l’impegno politico: fu consigliere comunale per due mandati, durante le amministrazioni Cecotti e Honsell. “Burelli aveva un grande rispetto per le istituzioni e credeva profondamente nel confronto politico”, sottolinea il vicesindaco Venanzi. “Ha portato in Consiglio comunale le sue competenze e la sua profondissima conoscenza storica di Udine, elevando la discussione delle scelte pubbliche per il presente e il futuro della sua e della nostra città”.

“Intitolazioni come questa danno ai nuovi spazi della città un legame con le persone che l’hanno vissuta e hanno contribuito a trasformarla”, dichiara l’assessora alla Demografia Arianna Facchini. “Il nome di Adalberto Burelli trova posto in un luogo rinnovato, più sicuro e accessibile, e aggiunge a questo intervento un significato per tutta Udine. È il modo in cui la comunità riconosce e restituisce valore a chi le ha dato molto”.

“L’inaugurazione della nuova rotatoria tra viale Diaz e viale della Vittoria rappresenta il compimento di un percorso ben definito. Siamo partiti dalla sperimentazione avviata nel 2023 per testare i flussi di traffico e siamo arrivati alla progettazione e alla realizzazione finale: oggi consegniamo alla città un’opera che garantisce più sicurezza stradale e attraversamenti pedonali protetti”, sottolinea Ivano Marchiol, assessore ai Lavori pubblici, viabilità e verde pubblico.

“Un sentito ringraziamento agli Uffici Viabilità, che ha seguito con grande professionalità ogni fase del cantiere e della gestione della circolazione, e agli Uffici del Verde pubblico, che si sono occupati della piantumazione della rotatoria con diverse essenze. Grazie al loro lavoro di squadra e alla loro cura, questo snodo strategico per Udine non è soltanto più sicuro ed efficiente, ma diventa anche un punto d’accesso alla città più bello, verde e accogliente”.

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