
Una tappa fondamentale per una più efficace strategia europea nell’immigrazione è stata tagliata oggi dalla Commissione LIBE, dove è stato approvato, grazie a una “Maggioranza Giorgia” di centrodestra, il dossier curato dall’eurodeputato Alessandro Ciriani (FdI–ECR) che contiene la lista dei Paesi Terzi Sicuri.
“Questa proposta rappresenta un passaggio cruciale per dotare l’Unione di regole più chiare, coerenti e realmente applicabili nella gestione dei flussi migratori – ha detto Ciriani, che è vice coordinatore del gruppo nella Commissione LIBE -. L’obiettivo è fornire agli Stati membri strumenti adeguati che consentano decisioni rapide, senza mai venir meno al pieno rispetto dei diritti fondamentali e degli obblighi internazionali”.
Oltre ai Paesi candidati all’adesione all’Unione Europea e al potenziale candidato Kosovo, sono stati inseriti nella lista sei ulteriori Stati: Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia. Questi sono stati selezionati in base a un’analisi tecnica approfondita condotta dall’Agenzia europea per l’asilo (Euaa), che ha preso in esame dati oggettivi come il bassissimo tasso di riconoscimento delle domande di asilo. I provvedimenti adottati riconoscono la direzione tracciata dal governo italiano, prevedendo la creazione della prima lista europea di paesi di origine sicuri e di anticipare l’applicazione di alcune disposizioni del Patto Migrazione e Asilo, altrimenti previste per giugno 2026. In particolare, la possibilità di designare Paesi sicuri di origine con eccezioni territoriali e per determinate categorie e di applicare il criterio del 20% del tasso di riconoscimento. Fattispecie che consentono di attivare le procedure accelerate di frontiera ai migranti che arrivano da determinate Nazioni, come previsto dal Protocollo Italia-Albania. Inoltre, sul concetto di paese sicuro, si procede alla rimozione dell’obbligo di dimostrare un “collegamento” tra il richiedente e il Paese terzo. In passato, era necessario provare un legame, ora sarà sufficiente il transito in un paese sicuro, o avere un accordo con un paese terzo, per dichiarare la domanda inammissibile.
“Solo con norme credibili e applicabili potremo rafforzare la capacità dell’Europa di governare i flussi e tutelare i cittadini – ha aggiunto Ciriani, eletto nel collegio del Nordest -. Desidero ringraziare i colleghi per l’impegno e per i contributi tecnici apportati durante l’esame: il confronto in commissione ha permesso di rafforzare il testo e di chiarire più punti sensibili del dossier, migliorando la qualità complessiva della proposta. Il voto odierno in LIBE certifica che il Parlamento è pronto a mettere in campo una posizione organica e responsabile”.
È comunque importante sottolineare che si tratta del primo passo di un percorso istituzionale: in questa fase è necessario mantenere equilibrio e responsabilità. Questo momento riveste una valenza politica significativa: dimostra che, quando vi è volontà di dialogo e rigore tecnico, l’Unione può dotarsi di strumenti più coerenti ed efficaci. “Confido che in seduta plenaria – ha concluso Ciriani – si procederà con lo stesso senso di responsabilità, affinché l’Europa possa dotarsi di un impianto normativo solido e credibile nella gestione dei flussi migratori”.



