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Fine vita. Mosco (Stefani Presidente): “Vince la linea del Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani”  

“Sul fine vita bisogna tenersi lontani dalle tifoserie e dire la verità ai cittadini. Sostenere che questa legge introduca il suicidio medicalmente assistito è falso: in Veneto sono già state autorizzate tre richieste su trentuno dal 2019 ad oggi e, in due casi, il percorso è stato portato a compimento. Sono fatti che non possiamo nascondere sotto il tappeto. La scelta che abbiamo davanti è se lasciare ogni decisione alle singole Ulss oppure costruire una procedura pubblica, uniforme e ricca di garanzie”. Lo dichiara la consigliera regionale Eleonora Mosco, vicepresidente del gruppo Stefani Presidente, durante la discussione in Consiglio regionale sulla proposta di legge relativa al fine vita. “La mia posizione – prosegue Mosco – a favore della vita resta ferma. Proprio per questo ritengo necessario evitare che una materia tanto delicata venga gestita in modo diverso da territorio a territorio. Non stiamo introducendo un presunto diritto a morire: stiamo riportando all’interno del diritto e della responsabilità una realtà già determinata dalla Corte costituzionale. Grazie agli emendamenti del Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani e del centrodestra il nuovo testo va a riscrivere il testo iniziale e va a restringere totalmente il campo di applicazione”.

“Il testo discusso in Aula – spiega Mosco – resta infatti entro il perimetro tracciato dalla sentenza n. 242 del 2019 e, grazie al lavoro del centrodestra con gli emendamenti presentati, contiene garanzie molto più rigorose rispetto alla proposta originaria. Le cure palliative dovranno essere realmente proposte e garantite prima di qualsiasi eventuale percorso; viene ribadito il principio della sola autosomministrazione, escludendo che il medico possa provocare direttamente la morte; le commissioni saranno rafforzate attraverso competenze palliative e bioetiche, mentre verranno tutelate la volontarietà del medico. Un organismo regionale assicurerà inoltre criteri uguali in tutte le Ulss. La responsabilità della Regione non si esaurisce nella definizione di una procedura, ma consiste innanzitutto nel potenziare le cure palliative, gli hospice, l’assistenza domiciliare, le alleanze terapeutiche e il sostegno alle famiglie e ai caregiver. La priorità deve rimanere nel prendersi cura delle persone, soprattutto delle più fragili, senza lasciarle sole davanti alla sofferenza. Questa è la linea indicata dal Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani: la vita non è negoziabile e il diritto non può essere piegato alle esigenze ideologiche. Non stiamo aprendo una porta alla morte; stiamo mettendo regole, responsabilità e garanzie dove oggi regnano frammentazione e incertezza. Dalla parte della vita, dall’inizio alla fine”, conclude Eleonora Mosco.

 

 

 

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