Famiglie sempre più indebitate
Un aumento di indebitamento delle famiglie pari al 62%, ossia 68 miliardi di euro in meno di dieci anni.
Secondo i data della CGIA di Mestre, gli indebitati per vivere hanno sulle spalle un totale di 178 miliardi e questo al netto dei mutui per la casa.
Perché gli italiani si indebitano di più? Da un lato c’è chi ha bisogno di liquidità immediata anche solo per arrivare a fine mese, dall’altro lato c’è anche chi accende un prestito per fronteggiare a spese dovute all’acquisto di beni durevoli come l’automobile, gli elettrodomestici. Una categoria di acquisti che una volta, quando ancora non si conosceva il sistema della rateizzazione, venivano effettuati con i risparmi di buona economia domestica.
Occorre tenere conto che gli stipendi sono rimasti fermi, anche le pensioni non hanno avuto incrementi, mentre l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto e i prezzi di beni e servizi sono aumentati in modo sproporzionato colpendo in particolare il ceto medio.
Le famiglie per mantenere lo stesso tenore di vita sono state costrette a ricorrere al credito alimentando la crescita del debito privato verso banche o finanziarie.
I consumi delle famiglie costituiscono il 60% circa del PIL italiano. Così, quando le famiglie si indebitano a breve termine con prestiti o carte di credito, l’effetto può essere letto in due modi diversi. Da un lato un segnale positivo, ossia le persone hanno più accesso al credito e quindi spendono aiutando l’economia, dall’altro lato però, ed è il vero problema, se il debito aumenta più velocemente degli stipendi, significa che le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese e i prestiti che andranno ad accendere saranno via via più diretti a prestiti di sostentamento.
Cosa occorre tenere d’occhio? Occorre stare attenti al rapporto tra quanto le famiglie devono restituire e quanto guadagnano davvero. Il classico detto “non fare il passo più lungo della gamba”. Finché questo rapporto resta gestibile, non c’è da preoccuparsi troppo, anche se l’inconveniente di una spesa importante è sempre dietro la porta, ma se si superano certi limiti, cresce il rischio che molte famiglie non riescano più a pagare i propri debiti incidendo con conseguenze negative per tutta l’economia.
Quindi, debiti positivi solo se sono ben al di sotto del reddito reale.
La regione dove le famiglie sono più esposte a breve con banche e finanziarie è l’Umbria con un debito al consumo per nucleo di 7.514 euro nell’anno 2025, ossia un aumento del 5,1% rispetto al 2024. Seguono la Toscana e la Sicilia.
Fanalino di coda il Friuli Venezia Giulia con 5.845 euro per nucleo, la Basilicata con 5.536 euro e infine il Trentino Alto Adige con 3.824 euro.
Le province più indebitate sono: Siracusa con un’esposizione di 8.437 euro per nucleo, Massa Carrara, Lodi, Pistoia. Per contro, le province più virtuose sono state Trento con 4.524 euro per nucleo, Sondrio con 4.400 euro, Bolzano con 3.106 euro.
Nel Veneto, Rovigo è la più indebitata con 6.526 euro a nucleo nel 2025, Verona con 6.484 e Treviso con 6.184 euro. Seguono Padova con 6.171 e Venezia con 5.965 euro.
Alessandra Natali
(Fonte CGIA Mestre)



