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LEGA, IN 300 A UDINE PER CISINT E MARIO GIORDANO: “L’ISLAM POLITICO PUNTA A SOVVERTIRE LA NOSTRA DEMOCRAZIA”

Salvini ospite a sorpresa. Il leader della Lega riconosce il ruolo centrale di Cisint, Ceccardi e Sardone nella lotta all’Islam radicale

UDINE, 12 sett. – Grande partecipazione ieri sera a Udine per “Né velo né bavaglio – La minaccia di Allah in Europa”, l’incontro promosso dall’europarlamentare della Lega/Patrioti per l’Europa Anna Maria Cisint, che insieme al giornalista Mario Giordano e alle colleghe europarlamentari Susanna Ceccardi e Silvia Sardone ha incontrato oltre 300 persone al Centro Culturale delle Grazie.

Ospite a sorpresa il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini che, dopo aver ricordato gli importanti investimenti garantiti dal Ministero sul territorio udinese e friulano, ha tracciato la linea della Lega su immigrazione, sicurezza e contrasto all’Islam radicale. Salvini ha dato la linea: ha ribadito la necessità di intervenire sui criteri ISEE per l’accesso a bonus e ha riconosciuto il ruolo centrale di Cisint, Ceccardi e Sardone nella battaglia contro il radicalismo islamico e nella difesa dei valori occidentali.

“L’Islam politico esiste ed è ormai una realtà radicata anche in Europa. È l’utilizzo della religione come strumento politico per penetrare progressivamente nelle nostre società e nelle nostre istituzioni, acquisire peso e influenza e arrivare a piegare le nostre regole ai precetti religiosi. Il punto di arrivo è la sovversione del nostro modello democratico e la sua sostituzione con un sistema fondato sulla legge islamica. È una minaccia che non possiamo più permetterci di sottovalutare”, ha dichiarato Cisint.

“A 25 anni dall’11 settembre, una data che nessuno di noi potrà mai dimenticare, l’Occidente deve avere il coraggio di guardare in faccia il fanatismo islamico. Oggi ci sono tre questioni centrali: l’avanzata dell’Islam politico, la pretesa di applicare principi della Sharia incompatibili con il nostro ordinamento e il proliferare di moschee e centri islamici irregolari, che possono diventare luoghi di diffusione del radicalismo e dell’odio verso l’Occidente”.

“Contrastare l’Islam politico significa anche difendere concretamente le nostre libertà e soprattutto quelle delle donne. Vogliamo che le ragazze abbiano un futuro libero, senza imposizioni, senza matrimoni forzati e spose bambine. Diciamo no alla poligamia, alla sottomissione della donna e a qualsiasi tentativo di mettere la legge religiosa sopra quella dello Stato. L’integrazione significa rispettare le nostre leggi, la nostra cultura e i nostri valori: su questo non faremo mezzo passo indietro”, conclude Cisint.

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