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“Sport e aggregazione – Dove non te lo aspetti”, l’assessore Ceolin: “Il progetto, di Pordenone e delle sue associazioni, si sta rivelando un successo”

Pordenone, 16 settembre 2026 – Il progetto “Sport e aggregazione – Dove non te lo aspetti” è entrato nel vivo: otto associazioni sportive cittadine, novanta ore di attività gratuite ogni settimana, quattro parchi coinvolti dal 14 settembre al 3 ottobre. Un risultato costruito interamente sul territorio: l’iniziativa nasce da una visione a 360 gradi sull’area verde di via Marco Polo, oggi Parco Internati Militari Italiani, dove l’Amministrazione ha affiancato agli interventi di sicurezza e decoro un’occasione concreta di vivere lo spazio pubblico attraverso lo sport. Grazie all’Associazione capofila Sci Club Panorama, che già offre opportunità nei vari parchi cittadini, il progetto si è esteso a Parco Baden Powell, Parco Querini e al parco di via Brigata Lupi di Toscana, con un calendario che porta pesistica, difesa personale, karate, judo, yoga, ginnastica funzionale, atletica, biathlon, scacchi, scherma e golf sotto casa dei cittadini, gratuitamente e per tutte le età.

“Per questo calendario abbiamo scelto di collaborare con realtà locali — spiega l’assessore Elena Ceolin — come Sci Club Panorama, Sekai Budo, Polisportiva Villanova, SaraYoga, il gruppo Alpini, la Scacchistica Pordenonese, Scherma Pordenone e il Golf Club Pordenone: un patrimonio sociale che Pordenone conosce e valorizza da anni, come dimostrano la Giornata dello Sport e il Galà dello Sport. È a loro, ai volontari e ai tecnici che ogni pomeriggio stanno nei parchi con bambini, ragazzi e anziani, che va il ringraziamento dell’Amministrazione, e a loro va riconosciuto il merito, prima che a modelli teorici elaborati altrove.”

La solidità di questo lavoro rende evidente la distanza dalle uscite pubbliche di chi si è attribuito, dall’esterno, un ruolo di sorveglianza sull’operato del Comune e delle stesse associazioni, senza averne titolo.

“Questo progetto è nato dalle nostre associazioni e dalle esigenze reali dei quartieri di Pordenone — osserva l’assessore — chi in queste settimane ha scelto di commentarlo dall’esterno lo fa come cittadino e come rappresentante di una realtà associativa privata, con lo stesso peso di ogni altra voce, nulla di più”.

Su questo punto l’assessore è chiara: “Il riferimento alla Fondazione SportCity presente nell’interrogazione del gruppo consiliare del PD – a cui risponderò nella seduta del Consiglio del 28 settembre – e le dichiarazioni rilasciate dal referente locale della Fondazione, mi lasciano perplessa. Non si capisce perché saremmo stati obbligati a rivolgerci a questo soggetto in particolare anziché alle associazioni del territorio, come abbiamo fatto, anche considerando che da quando l’attuale responsabile ricopre questo incarico all’Assessorato allo Sport non è mai arrivata né una proposta, né una richiesta di incontro su questo tema. Portare avanti iniziative simili in altri luoghi è un’esperienza rispettabile, che però si ferma lì: non dà nessun titolo per ergersi a sorvegliante dell’operato delle associazioni di Pordenone. Abbiamo scelto di costruire un percorso autonomo, flessibile e calibrato sulle nostre aree verdi, con la convinzione che una città capitale italiana della Cultura 2027 abbia le competenze per elaborare progetti propri. Il confronto, del resto — conclude Ceolin — resta aperto a chiunque voglia praticarlo nel merito: l’ufficio sport è la porta d’ingresso di sempre, aperta a tutte le associazioni che intendono collaborare per il bene dello sport e della comunità.”

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