BRUXELLES : Ciriani (FdI–ECR),”Nella lista dei Paesi sicuri anche Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia”

Un nuovo importante passo avanti nella definizione dei Paesi Sicuri è stato fatto oggi in commissione LIBE del Parlamento Europeo, quando il relatore Alessandro Ciriani ha illustrato la proposta di relazione al progetto di regolamento. “La proposta – spiega l’eurodeputato di FdI-ECR – include, oltre ai Paesi candidati all’adesione all’Unione Europea e al potenziale candidato Kosovo, sei ulteriori Stati: Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia. Questi sono stati selezionati in base a un’analisi tecnica approfondita condotta dall’Agenzia europea per l’asilo (EUAA), che ha preso in esame dati oggettivi come il bassissimo tasso di riconoscimento delle domande di asilo”. Quello di oggi è stato un passaggio strategico per la definizione di una procedura comune di protezione internazionale nell’Unione, che consenta di accelerare le procedure, garantendo allo stesso tempo pieno rispetto dei diritti fondamentali.
“Questi Paesi – continua Ciriani – sono stati valutati alla luce della loro situazione giuridica, istituzionale e dei diritti fondamentali, secondo criteri oggettivi e multilivello. Il regolamento introduce inoltre elementi di flessibilità che rispondono alle diverse realtà nazionali: sarà possibile prevedere eccezioni per determinate regioni o categorie di persone chiaramente identificabili. Allo stesso tempo, anticipa la possibilità per gli Stati membri di applicare procedure accelerate o di frontiera per le domande provenienti da cittadini di Paesi che presentano tassi di riconoscimento inferiori al 20 per cento. Ciò significa poter esaminare rapidamente le domande manifestamente infondate, concentrando le risorse sui casi realmente meritevoli”. La proposta illustrata in LIBE non ignora che le situazioni possono cambiare: è infatti previsto un meccanismo dinamico di revisione, che consente alla Commissione di sospendere o aggiornare le designazioni qualora emergano criticità o mutamenti significativi. “È un atto di pragmatismo e di responsabilità – conclude Ciriani –, coerente con la nuova fase politica dell’Unione, che vuole superare gli approcci inefficaci del passato e dotarsi di regole chiare, comuni e applicabili. La proposta rispetta pienamente i principi della Carta dei diritti fondamentali dell’UE: il diritto d’asilo, la protezione contro il respingimento, la valutazione individuale dei casi e il diritto a un ricorso effettivo restano intatti. Nessuna domanda sarà esclusa a priori: ogni richiedente potrà dimostrare la propria vulnerabilità o situazione personale. Ma il sistema sarà finalmente più razionale, più veloce e più giusto”.




