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PADOVA : Settimana corta a scuola, trenta dirigenti scolastici in Provincia a dire no.

Settimana corta a scuola: il vicepresidente vicario Vincenzo Gottardo e il consigliere provinciale delegato all’Istruzione hanno convocato un tavolo in Provincia di Padova con il Provveditore agli Studi e oltre trenta Dirigenti Scolastici degli Istituti di Istruzione Superiore.
L’idea o l’opportunità della settimana corta – ha detto Vincenzo Gottardo – comporta inevitabilmente luci e ombre su entrambe le scelte, ma la Provincia intende valutare questa opportunità per capire se l’orario contratto su 5 giorni anziché su 6 può essere un’opportunità per ragazzi e gli insegnanti, migliorando la gestione e la didattica analogamente al modello europeo, cercando nel contempo di razionalizzare i consumi in questo periodo di rincaro delle bollette. La scelta che sarà fatta non sarà certo dettata esclusivamente dal risparmio energetico, che si potrà ottenere tenendo chiuse le scuole il sabato. E’ importante fare un lavoro di tipo progettuale e ragionare sui distretti, in modo da trovare delle soluzioni condivise”.        
Il dibattito si è aperto con un ringraziamento rivolto ai dirigenti scolastici innanzitutto per l’attività svolta nei due anni precedenti di gestione per il COVID per il lavoro imponente realizzato sotto l’aspetto organizzativo, ma soprattutto umano, per le energie messe in campo per garantire agli studenti uno dei diritti più sacrosanti e fondamentali come quello allo studio.

E’ stato un incontro veramente interessante ha detto Luigi Alessandro Bisato – si è potuto sentire dalla voce dei dirigenti scolastici l’esperienza di chi già interpreta l’orario scolastico su 5 giorni con le potenzialità ed eventuali punti di maggiore attenzione e perplessità. Il tavolo di confronto è sempre utile in ogni ambito della pubblica amministrazione e, alla luce dell’incontro odierno, riprogrammeremo altri momenti per capire se nel medio termine, i collegi di istituto, che sono gli organi deputati, decideranno se valutare di provare anche l’esperimento che tutti hanno ritenuto positivo, della scansione temporale su 5 giorni e non 6. Il risparmio energetico è un pretesto per parlare di una migliore scuola possibile, con i contenitori performanti ma soprattutto con in nostri ragazzi al centro”.

“Se ci fosse una normativa dichiarata di tipo emergenziale – ha detto Roberto Natale – allora sarebbe doveroso per noi assumere tutte le iniziative e realizzare gli obiettivi individuati dal Governo. Il confronto, come quello di oggi, è sempre positivo, e non può che avvenire nei canali ordinari di interlocuzione tra gli enti proprietari degli edifici scolastici e le istituzioni scolastiche. Il coinvolgimento dei Consigli di Istituto è necessario, soprattutto anche per valutare l’impatto che certe decisioni possono avere sull’organizzazione anche della vita delle famiglie. L’articolazione oraria incide anche sulla didattica, ma questa è una materia di esclusiva competenza delle istituzioni scolastiche”.

Veniamo ai dati:

Il caro energia si abbatte anche sulla scuola. La Provincia di Padova spende circa 18mila euro al giorno nei mesi invernali per i 37 Istituti nei 64 edifici scolastici delle scuole superiori dove studiano 39mila studenti.

Le spese per le utenze scolastiche, sostenute dalla Provincia di Padova lo scorso anno scolastico ammontano a:    
– € 1.114.413 per energia elettrica
(10.000.000 kwh)        
– € 2.541.775 per combustibile per riscaldamento
(2.826.000 metri cubi gas metano)

La Provincia di Padova destina all’ “Istruzione e al diritto allo studio” risorse pari a 15milioni 338mila euro che, al netto degli oneri per il TPL e del concorso alla finanza pubblica, rappresenta un terzo del proprio bilancio corrente (33,19%). Un dato che vi dà la dimensione di quanto il nostro Ente investa per la manutenzione e il funzionamento degli Istituti Scolastici.

Per il prossimo anno scolastico l’aumento delle bollette è legato a molte variabili e non è semplice fare una stima, ma l’ipotesi di chiudere gli istituti superiori al sabato farebbe risparmiare un importo dell’ordine di 400mila euro.
La Provincia sta procedendo contestualmente a due stralci di interventi:        
– il primo riguarda la riqualificazione energetica degli edifici provinciali grazie ad un accordo sottoscritto già nel 2018 con AcegasApsAmga. Sono in corso gli interventi previsti per la sostituzione di generatori di calore, l’installazione di valvole termostatiche, la sostituzione di lampade con corpi illuminanti a LED, implementazione del sistema di regolazione e telecontrollo nelle centrali termiche.

               Il secondo riguarda la realizzazione di impianti fotovoltaici da posizionare sulle coperture degli edifici, tranne che per quelli ricadenti in centro storico a Padova e per quelli di una certa importanza storico e architettonica. La ristrutturazione e rimessa in funzione delle due centrali a biomasse, rispettivamente a Padova e Monselice.

Altro aspetto fondamentale è quello del Trasporto Pubblico Locale. Sull’ipotetica riorganizzazione dei servizi sui 5 giorni di scuola bisogna tenere in considerazione alcuni aspetti tecnici:   

1) Le esigenze di trasporto della Città capoluogo sono differenti da quelle dei poli scolastici presenti in provincia (Camposampiero, Cittadella, Conselve, Piove di Sacco, direttrice Monselice – Este – Montagnana)

2) L’organizzazione del trasporto pubblico locale è direttamente connessa alle scelte che verranno attuate dai Dirigenti scolastici rispetto all’orario delle lezioni. Pur nel rispetto dell’autonomia scolastica di ogni singolo Istituto, le modifiche di orario dovranno essere adottate in maniera omogenea e uguale per i poli scolastici di una determinata parte della provincia, in quanto non è pensabile che una scuola adotti i 6 giorni ed un Istituto vicino riduca le lezioni a 5 giorni; 

3) L’eventuale adozione del calendario a 5 giorni deve tenere in considerazione anche la modalità di attuazione dell’ultima ora, organizzando conseguentemente i servizi di trasporto dedicati agli studenti.    

    
4) L’applicazione del calendario scolastico a 5 giorni comporterebbe il passaggio del sabato dall’orario scolastico a non scolastico portando ad una riduzione teorica di 10.000 km per ogni settimana. Tale riduzione però deve essere, tuttavia, verificata perché oltre all’impatto sulle percorrenze è da considerare quello tecnico/organizzativo per quanto attiene all’impiego di autobus ed autisti nelle 5 giornate di scuola.

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