
In Italia, oltre 1,4 milioni di persone convivono con una forma di demenza, di cui l’Alzheimer rappresenta la causa principale; circa 3 milioni sono le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza a persone con l’Alzheimer o con demenza. In Veneto, si stimano oltre 90.000 casi di demenza e declino cognitivo, con quasi 70.000 pazienti censiti dai servizi sanitari regionali. La prevalenza è di circa 14 casi ogni 1.000 abitanti e sale a 17 casi ogni 1000 abitanti nel territorio della nostra Ulss 3.
In occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, che si celebra lunedì 21 settembre, l’Ulss 3 Serenissima promuove una serie di attività di sensibilizzazione e informazione rivolte alla cittadinanza, con l’obiettivo di accrescere la conoscenza dei disturbi cognitivi, dell’importanza della loro identificazione precoce e delle possibilità di accesso ai servizi dedicati.
Queste iniziative si svolgeranno nei presidi ospedalieri di Mestre (21 settembre), Mirano (22 settembre), Dolo (22 ottobre) e nelle Case di Comunità di Mira (21 e 24 settembre) e Martellago (22 settembre), e rappresentano un’occasione di incontro per la cittadinanza con i professionisti sanitari dei Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenza (CDCD) e i rappresentanti di alcune delle associazioni del nostro territorio.
“In una società che invecchia – evidenzia Francesco Bolzetta, geriatra e coreferente aziendale – l’impatto del fenomeno è di dimensioni allarmanti, come conferma il forte aumento registrato negli ultimi anni del numero di persone prese in carico presso i nostri CDCD. Esistono però anche dei fattori di rischio modificabili per lo sviluppo di disturbo neurocognitivo, e diffonderne la conoscenza e sensibilizzare verso uno stile di vita che li contrasti rappresenta un’arma importante per contrastare l’aumento dei casi e il rischio individuale di ammalarsi”.
La diagnosi precoce e tempestiva di un disturbo neurocognitivo – sottolinea la neurologa, Livia Gallo, referente aziendale dei CDCD – rappresenta un passaggio fondamentale per poter definire in modo appropriato il percorso di valutazione e di presa in carico, attuare interventi farmacologici, di stimolazione cognitiva o di correzione dello stile di vita personalizzati, tanto più efficaci quanto prima attuati. Attualmente le strategie a disposizione per affrontare il disturbo neurocognitivo sono di tipo farmacologico e non farmacologico, psicosociale e di gestione integrata per la continuità assistenziale. Soprattutto per le patologie cronico-degenerative come queste, dunque appare necessario, definire un insieme di percorsi assistenziali che coinvolgano non solo la persona malata, ma anche il caregiver e tutta la rete familiare secondo un’ottica di gestione integrata della malattia”
Nel corso delle attività organizzate per Giornata Mondiale dell’Alzheimer verranno offerti alla cittadinanza informazioni sul tema della salute cognitiva, brevi questionari standardizzati o semplici test di screening finalizzati alla rilevazione di eventuali difficoltà cognitive percepite: “Si tratta di strumenti di sensibilizzazione – afferma la neuropsicologa Annalisa Tessari, coreferente aziendale – che non hanno finalità diagnostica e non sostituiscono una valutazione clinica specialistica, ma possono contribuire a favorire una maggiore consapevolezza e, quando necessario, a orientare la persona verso un successivo approfondimento”.
Le attività di sensibilizzazione si inseriscono nel più ampio impegno dell’Ulss 3 Serenissima nella prevenzione, nell’identificazione precoce e nella presa in carico dei disturbi cognitivi e delle demenze, promuovendo una cultura della salute cognitiva e favorendo una maggiore conoscenza dei servizi presenti sul territorio.
Particolare attenzione viene dedicata anche all’orientamento della cittadinanza rispetto ai Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), ai percorsi di approfondimento diagnostico e alle modalità di accesso ai servizi specialistici aziendali.
La Giornata Mondiale dell’Alzheimer rappresenta così un momento per portare il tema della salute cognitiva più vicino alle persone e alla comunità, contribuendo a contrastare la sottovalutazione dei primi segnali e a favorire una maggiore consapevolezza sull’importanza di chiedere informazioni e supporto quando emergono difficoltà persistenti.
Conoscere i disturbi cognitivi, riconoscerne i possibili segnali e sapere a chi rivolgersi sono passi importanti per favorire una presa in carico tempestiva e appropriata.



