MEDICI IN FUGA, IL FVG NON PERDA ANCHE QUELLI CHE POTREBBERO RESTARE. Liguori: «L’organizzazione delle Case di Comunità non diventi un ulteriore motivo per lasciare, disperdendo competenze ed esperienza»
«Questi numeri ci dicono che – continua Liguori – non è sufficiente parlare di nuove assunzioni se contemporaneamente perdiamo professionisti che già lavorano nel nostro sistema sanitario. Il problema non è soltanto quanti medici entrano, ma anche perché alcuni scelgono di uscire».
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la medicina territoriale, dove si stanno manifestando alcune situazioni di professionisti che, pur avendo ancora la possibilità di proseguire l’attività, stanno valutando di lasciare il servizio anche in relazione ai nuovi assetti organizzativi nelle Case di Comunità. «È un aspetto che merita di essere letto e considerato – osserva Liguori – perché quando un professionista che potrebbe continuare a lavorare valuta di interrompere l’attività, è necessario interrogarsi anche sull’impatto delle modalità organizzative adottate».
«Il quadro che emerge ci consegna una pesante eredità della gestione Fedriga-Riccardi per quanto riguarda il personale sanitario che deve fare i conti con carichi di lavoro, difficoltà organizzative e una crescente fatica a rimanere nel sistema pubblico» conclude Liguori.



