IL LUNGOROGGIA DI VIALE VOLONTARI DELLA LIBERTÀ INTITOLATO A DON GASTONE CANDUSSO
La cerimonia questa mattina alla presenza del sindaco De Toni e dell’assessora Facchini. L’intitolazione su proposta dell’Associazione San Marco

Il lungoroggia di viale Volontari della Libertà, nel quartiere di Chiavris, è stato ufficialmente intitolato questa mattina, domenica 8 novembre, a don Gastone Candusso, sacerdote e parroco di San Marco, figura di riferimento per generazioni di udinesi del quartiere di Chiavris e non solo.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, l’assessora Arianna Facchini, gli assessori Andrea Zini, Rosi Toffano e Carlo Giacomello, i consiglieri Alessandro Vigna, Andrea di Lenardo e Stefania Garlatti Costa, il parroco Don Carlo Gervasi, la famiglia di Gastone Candusso, e centinaia di cittadini del quartiere e frequentatori della parrocchia che hanno affollato il sagrato della chiesa. L’intitolazione, proposta dall’Associazione San Marco e da Claudio Cosmaro, dopo gli interventi delle autorità, si è conclusa con lo scoprimento della segnaletica ufficiale all’imbocco del percorso. Presente anche Paolo Urbani, sindaco di Gemona, quando don Gastone ne era parroco.
“Intitolando questo luogo a don Gastone Candusso riconosciamo il valore di quei momenti di socialità e partecipazione che tengono viva una città e rafforzano il senso di comunità nei quartieri”, dichiara il sindaco Alberto Felice De Toni. “L’esperienza di don Gastone ha unito generazioni di cittadini, costruendo relazioni e legami che ancora oggi rappresentano un patrimonio per il quartiere di Chiavris. Chi lo ha conosciuto ne ricorda l’entusiasmo e il coinvolgimento dei giovani nella comunità, e questa è un’eredità che qui si coltiva ogni giorno. Da oggi il suo nome sarà legato a un luogo importante per il quartiere, attraverso il quale tutta la città potrà continuare a ricordarlo”. Il sindaco ha poi concluso il suo saluto citando Giorgio la Pira, sindaco di Firenze e padre Costituente:
“Le città hanno una vita propria: hanno un loro proprio essere misterioso e profondo: hanno un loro volto: hanno, per così dire, una loro anima ed un loro destino: non sono cumuli occasionali di pietra: sono misteriose abitazioni di uomini e più ancora, in certo modo, misteriose abitazioni di Dio”.
“La toponomastica è uno dei messaggi più significativi che una città restituisce ai propri cittadini, perché lega per sempre i luoghi alle persone che hanno contribuito a costruirne la storia”, sottolinea l’assessora Arianna Facchini. “Questa intitolazione a Don Gastone, in particolare, rispecchia una volontà e un desiderio di centinaia di cittadini. E’ bello, e per questo ringraziamo l’associazione San Marco, quando le istituzioni riescono ad avvicinare le persone ai luoghi della quotidianità, permettendo loro di sentirli propri”.
Nato a San Daniele del Friuli nel 1946 e scomparso nel 2011, don Gastone Candusso, conosciuto come “don Donga”, arrivò nella parrocchia di San Marco nel 1971 come cappellano, diventandone parroco nel 1992. Per trent’anni accompagnò la crescita della comunità di Chiavris, dedicando particolare attenzione ai giovani, all’educazione, alla musica e al volontariato. Tra le sue iniziative anche la nascita della Sagra di San Marco nel 1979. Successivamente, nel 2001, divenne parroco della comunità di Gemona del Friuli.



