«Tutto aumenta, fino a quando?»: l’allarme dell’Associazione Bellunesi nel Mondo tra bollette raddoppiate e costi in salita

La stangata dei costi energetici e dei servizi finanziari non risparmia il mondo associativo. Un grido d’allarme arriva dall’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm) di fronte ai continui rincari che stanno gravando sui bilanci dell’ente, in una dinamica di aumento generalizzato che colpisce duramente anche le famiglie del territorio. A far scattare la preoccupazione sono, in particolare, gli ultimi dati relativi alle spese di gestione. La bolletta della luce riferita ai mesi di luglio e agosto ha registrato un raddoppio, segnando un incremento del 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato particolarmente anomalo e pesante, trattandosi di mesi estivi in cui i consumi energetici si riducono fisiologicamente.
A questo si aggiunge la rimodulazione dei costi applicata da Poste Italiane, istituto presso cui l’associazione intrattiene da sempre il proprio conto corrente: a partire da settembre, il canone mensile ha subito un incremento del 26,4%.La situazione viene definita insostenibile dai vertici dell’associazione, che ogni giorno raccolgono e toccano con mano le difficoltà dei propri soci e dei cittadini.
«Tutto aumenta, spesso anche senza reali giustificazioni, e tutti noi dobbiamo pagare. Ma fino a quando potrà andare avanti così?», dichiara con forte preoccupazione il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona. «La nostra realtà è radicata sul territorio e vive quotidianamente le difficoltà della gente. Siamo colpiti noi come ente, ma lo sono in particolare le famiglie, già provate da una situazione economica complessa».
Il timore principale si sposta ora sui mesi autunnali e invernali. Registrare un aumento così marcato della spesa elettrica nel pieno dell’estate apre a uno scenario allarmante per il periodo in cui le ore di luce solare si ridurranno drasticamente e l’illuminazione artificiale verrà utilizzata più a lungo. «A tutto questo si aggiunge la grande incognita del riscaldamento», conclude il presidente Oscar De Bona. «La nostra preoccupazione totale si estende ora anche al MEV – Museo dell’Emigrazione Veneta, inaugurato a inizio luglio. Siamo felici e orgogliosi che la struttura stia già raccogliendo le prenotazioni di diverse scuole e gruppi per le visite di questo inverno, segno che il valore culturale del museo è riconosciuto e apprezzato. Ma ora ci chiediamo: che costi dovremo affrontare per riscaldare gli spazi museali nei prossimi mesi? La situazione è davvero pesante e insostenibile».



