4 NOVEMBRE, IL SINDACO BASSO: «LA MEMORIA DEVE UNIRE LE GENERAZIONI E COSTRUIRE UNA CULTURA DELLA PACE»
Il primo cittadino rende omaggio ai Caduti e alle Forze Armate e richiama l'importanza di ascoltare i giovani e coinvolgerli nel futuro della comunità

Pordenone, 4 novembre 2026 – Rendere omaggio ai Caduti di tutte le guerre, esprimere riconoscenza alle Forze Armate e trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria, della responsabilità e della pace. È il messaggio del sindaco di Pordenone Alessandro Basso in occasione delle celebrazioni del 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato il valore della piazza come luogo della memoria collettiva e dell’incontro tra generazioni. Un tempo teatro delle partenze per il fronte e dell’attesa delle famiglie, oggi spazio di confronto e partecipazione, nel quale la memoria deve aiutare a comprendere il presente e costruire il futuro.
«Noi adulti abbiamo il dovere di trasmettere la memoria, ma abbiamo anche il dovere di ascoltare i giovani – ha dichiarato il sindaco Alessandro Basso –. Vogliamo conoscere le loro domande, le loro inquietudini, le loro speranze. Perché la memoria è viva soltanto quando sa parlare alle nuove generazioni, ma anche quando sa lasciarsi interrogare da loro. Una città che non ascolta i giovani rischia di perdere il proprio futuro. Una città che li coinvolge, invece, rinnova ogni giorno le ragioni del proprio essere comunità».
Un pensiero particolare è stato rivolto ai ragazzi del 1899, giovanissimi chiamati a combattere nella Grande Guerra, e alle madri che hanno vissuto l’angoscia dell’attesa, spesso senza vedere tornare i propri figli.
«Dietro ogni nome che ricordiamo c’è una madre che ha atteso. Una donna che ha accompagnato il proprio figlio alla partenza, che ha conservato le sue lettere e le sue fotografie, che ha sperato fino all’ultimo di poterlo riabbracciare. A queste madri, e in particolare a quelle che non hanno mai conosciuto il destino dei propri figli, dobbiamo una parte importante della nostra memoria».
Il ricordo dei Caduti si accompagna alla riconoscenza verso le donne e gli uomini delle Forze Armate, impegnati nella difesa del Paese, nelle missioni internazionali, negli interventi di soccorso e nelle emergenze.
«Si resta soldati sempre, perché il giuramento, il senso del dovere e il legame con i propri compagni non si esauriscono con la conclusione del servizio. Per questo noi resteremo sempre dalla parte dei soldati, riconoscendo la loro dignità e non lasciandoli soli quando il ritorno alla vita quotidiana si rivela difficile, anche a causa di ferite invisibili. Restare dalla parte dei soldati significa soprattutto non confondere il rispetto per chi indossa un’uniforme con l’esaltazione della guerra».
Il sindaco ha quindi richiamato l’insegnamento di San Francesco d’Assisi, nell’ottocentesimo anniversario della sua morte, fondato sull’umiltà, sull’ascolto e sul riconoscimento dell’altro, e le parole di Papa Leone XIV sulla necessità di una pace «disarmata e disarmante», capace di superare le ostilità e ricostruire la fiducia.
«Amministrare una città significa tenere insieme le persone, creare occasioni di incontro, affrontare i conflitti senza alimentare le divisioni e lavorare perché nessuno si senta escluso. Pordenone deve continuare a essere una comunità capace di ricordare senza alimentare rancori, di onorare i propri Caduti senza dimenticare le sofferenze di tutti i popoli, di riconoscere il valore delle Forze Armate e di promuovere, nello stesso tempo, una cultura della pace».
In conclusione, Basso ha rivolto un messaggio ai giovani, invitandoli a raccogliere l’eredità delle generazioni precedenti attraverso la partecipazione e l’impegno civile.
«Non vi chiediamo di essere eroi come loro. Vi chiediamo di poter vivere in un mondo nel quale non sia necessario esserlo per sopravvivere a una guerra. Vi chiediamo di essere cittadini consapevoli, capaci di scegliere, di partecipare, di ascoltare e di assumervi le vostre responsabilità. Che il 4 Novembre sia dunque, per Pordenone e per l’Italia, non soltanto una giornata di memoria e di riconoscenza, ma anche una rinnovata promessa di impegno civile. Viva Pordenone. Viva l’Italia. Viva le Forze Armate».



