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VENETO : “Sanità, dal 1’ gennaio ricette valide solo per venti giorni, diritto fondamentale alla salute mortificato dall’efficientismo. Presentata interrogazione”  

“Dal 1’ gennaio 2026, ci saranno solo venti giorni a disposizione per effettuare la prenotazione con prescrizioni di primo accesso con Classe di priorità B: l’assessore regionale alla sanità chiederà la revoca immediata del provvedimento?”. Sono le parole della consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon che, sulla vicenda, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata rivolta all’assessore alla sanità e sottoscritta dai colleghi del gruppo consiliare, Giovanni Manildo, Antonio Marco Dalla Pozza, Alessandro Del Bianco, Paolo Galeano, Chiara Luisetto, Andrea Micalizzi, Jonatan Montanariello, Monica Sambo e Gianpaolo Trevisi.

“Il direttore generale dell’area sanità e sociale, con un proprio decreto – spiega Anna Maria Bigon – ha stabilito che il termine di validità temporale delle prescrizioni di primo accesso con Classe di priorità B su ricetta SSR debba essere rideterminato in 20 giorni rispetto al termine di 180 giorni sin qui previsto. Il provvedimento, in sostanza, disponendo la drastica riduzione dei termini per effettuare la prenotazione, appare irragionevole stante il deficit di proporzionalità tra il mezzo utilizzato e l’obiettivo di mettere mano all’efficientamento della programmazione delle diverse priorità; ed appare prova di tale irragionevolezza il considerare presuntivamente inappropriate le impegnative di classe B che non siano state riscontrare o confermate attraverso la prenotazione nei termini previsti. La salute, intesa come diritto fondamentale e interesse della collettività, rischia così la mortificazione a causa di una metodologia di efficientamento che rischia di non prendere in considerazione le difficoltà affrontate dai cittadini per effettuare la prenotazione: ad esempio, cosa accade se il CUP non prende in carico la richiesta, perché la lista risulta chiusa, o perché il cittadino viene invitato a richiamare? Alla luce di questa situazione, ho rivolto un’interrogazione a risposta immediata per sapere se l’assessore regionale alla sanità intenda attivarsi e in particolare per capire se vorrà intervenire per la revoca immediata del provvedimento: la ricerca di efficienza, infatti, rischia di trasformarsi in mero efficientismo, ossia nel rischio di perdere di vista il senso ultimo di provvedimenti che rischiano di mortificare diritti fondamentali come quello alla salute”.

 

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