VENEZIA : MICHELE ZANOCCO «SIA IL PRIMO PASSO VERSO UN RILANCIO VERO: PORTO MARGHERA DIVENTI SIMBOLO DI UNA NUOVA VISIONE INDUSTRIALE»

«Bene l’istituzione di un hub europeo per la grafite a Porto Marghera. L’area, se accompagnata ad altri investimenti, può rappresentare il rilancio della zona industriale veneziana, a beneficio non solo della nostra provincia e regione ma pure dell’intero Paese». Sono le parole del Segretario generale della Cisl di Venezia, Michele Zanocco, dopo la firma dell’accordo tra Alkeemia e International Graphite Ltd, che ha come obiettivo lo sviluppo di uno dei siti di lavorazione della grafite più importanti dell’occidente. Si dovrebbe partire entro la fine del 2027 con 10mila tonnellate annue, per arrivare a 15mila in un triennio, aumentando anche il personale. Sarebbero un primo passo ma ne serviranno degli altri. E la Cisl di Venezia lancia le sue proposte. «Dove ci sono sviluppo e strategia – osserva Zanocco – è giusto che ci sia il massimo sostegno. Anche perché, e lo diciamo da tempo, Porto Marghera può essere uno dei luoghi simbolo di nuova visione industriale, diventando pure un laboratorio europeo di innovazione industriale, valorizzando la presenza strategica di realtà come Fincantieri, Leonardo e dell’intero ecosistema manifatturiero, universitario e della ricerca del Veneto. Perché non si tratta soltanto di attrarre investimenti, ma di creare lavoro qualificato, occupazione giovanile, formazione tecnica spinta e nuove professionalità capaci di competere a livello internazionale coniugando produzione avanzata, sostenibilità, sicurezza, innovazione e occupazione di qualità».
Per la Cisl di Venezia, l’hub europeo della grafite può essere il primo passo di una sfida molto più ambiziosa: costruire nel territorio veneziano una piattaforma europea dell’innovazione tecnologica avanzata, che coniughi manifattura, sicurezza, ricerca, occupazione qualificata e sostenibilità. «Porto Marghera – continua Zanocco – è chiamato a un profondo ripensamento, con una riconversione verso la green economy, la produzione di idrogeno, l’economia circolare, il riciclo e le tecnologie ambientali. Un piano industriale serio deve attrarre investimenti, favorire l’insediamento di startup e piccole e medie imprese innovative e sfruttare la vicinanza con università e centri di ricerca. Venezia può diventare un laboratorio d’innovazione ambientale di livello europeo, ma questo rischia di non essere sufficiente. Serve attirare e investire nei settori primari di investimento e innovazione delle grandi aziende». Zanocco fa delle proposte specifiche. «Serve guardare a Space Economy, Digital Economy e Industria della Difesa come traiettorie di sviluppo anche in relazione alle nuove tecnologie che possono essere estese creando distretti e reti d’impresa interconnessi che si autoalimentano e alimentano le nuove tecnologie sviluppate sul posto». E Porto Marghera potrebbe essere un polo della dronistica navale e aerea. «Si utilizzino le sinergie con i grandi operatori di mercato nazionali del civile e della difesa presenti a partire da Fincantieri – prosegue Zanocco – per svilupparlo e con Leonardo per quello aereo, visto l’accordo con Baykar, anche in sinergia con il sito di Ronchi dei Legionari, in Friuli, anche integrando l’utilizzo dell’idrogeno. Per una città fragile e complessa come Venezia i droni possono essere usati per il monitoraggio ambientale della laguna, la sicurezza idraulica, il controllo del moto ondoso, la protezione civile, il soccorso in mare, il monitoraggio delle infrastrutture portuali e industriali, la prevenzione degli incendi e persino per la gestione della logistica urbana e sanitaria. Le tecnologie navali autonome possono contribuire alla tutela ambientale della laguna e alla sicurezza della navigazione».



