VICENZA : MANIFESTAZIONE PER CONDANNARE LE CONDIZIONI DI LAVORO DELLE OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA.

Il servizio di integrazione scolastica rappresenta un elemento strutturale per l’attuazione del diritto allo studio, per questo le attuali condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto non sono più accettabili.
Il personale impiegato, prevalentemente costituito da Operatori Socio-Sanitari, opera all’interno di un quadro organizzativo caratterizzato da rilevanti elementi di instabilità. Una delle criticità principali riguarda le ore retribuite. L’orario di lavoro dell’OSS è infatti vincolato alla presenza effettiva dell’alunno seguito e l’assenza prolungata dell’utente si traduce in una riduzione automatica delle ore lavorate e, di conseguenza della retribuzione. Come se lavorassero a cottimo! Questo meccanismo genera una discontinuità reddituale che rende difficile programmare il bilancio familiare e indebolisce la stabilità professionale. Gli operatori sono spesso assegnati a più utenti in sedi diverse, con spostamenti economicamente impattanti sotto l’aspetto economico.
L’alta imprevedibilità dell’orario di lavoro, della retribuzione e degli spostamenti di sede fanno sì che molti OSS considerino l’incarico nell’integrazione scolastica una fase transitoria, da lasciare non appena si presenti un’opportunità più vantaggiosa, e facendo venir meno la garanzia di assistenza ad alcuni alunni fragili, costretti a rimanere a casa.
Il ricambio continuo di operatori ha dirette conseguenza anche riguardo la costruzione di un rapporto di fiducia tra operatore e utente, che richiede tempo, conoscenza reciproca e stabilità della figura di riferimento; ogni avvicendamento interrompe tale processo e impone la necessità di ricominciare da capo, con evidenti ricadute sull’efficacia dell’intervento.
Anche il rapporto con le famiglie e con il personale docente risulta impoverito da questa instabilità.
All’origine di tali dinamiche vi è il modello di affidamento del servizio, tramite appalti che non prevedono meccanismi di tutela per le assenze degli utenti, scaricando interamente il rischio economico sui lavoratori.
Le conseguenze di questo sistema si riflettono sulla qualità complessiva del servizio di integrazione scolastica.
“È necessario e urgente intervenire sul quadro regolatorio e contrattuale: occorre prevedere nei capitolati una quota di ore retribuite garantite indipendentemente dalla presenza dell’utente anche attraverso l’implementazione di attività non frontali e formazione. Le lavoratrici e i lavoratori in appalto hanno diritto alle stesse tutele dei lavoratori dipendenti ULSS!” ha dichiarato Andrea Campagnolo della FP CGIL di Vicenza, continuando: “Chiediamo alla Regione di rivedere i bandi prevedendo più risorse per queste lavoratrici. Senza una retribuzione che consenta una vita libera e dignitosa è sfruttamento. Una duplice discriminazione: nel lavoro e poi nel diritto universale all’istruzione.Investire sul personale significa investire sull’effettiva realizzazione del diritto allo studio e sull’inclusione come principio concreto e non formale. Per questo chiediamo a tutti i cittadini e le cittadine della provincia di Vicenza e a tutte le lavoratrici di partecipare ad un sit-in di fronte all’ospedale di Santorso, il 4 Giugno alle ore 18.”



